Precario non “flagga” servizi durante la compilazione della domanda GPS, ricorre al Tar per correggere l’omissione. Sentenza

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Con sentenza N. 13260/2020 del 10 dicembre il TAR del Lazio affronta una questione particolare in cui però possono incorrere diversi dipendenti della scuola con le nuove procedure telematiche nella compilazione delle domande.

Il fatto

Parte ricorrente dichiarava che in fase di compilazione della domanda in via telematica per l’inserimento nelle GPS era incorsa in un errore materiale, non selezionando, con apposito flag sulle rispettive caselle, i periodi di servizio prestati e valutabili già automaticamente caricati nel sistema, impedendo così il salvataggio e l’inoltro degli stessi. Ciò avrebbe dovuto determinare, secondo quanto prospettato nel ricorso di parte ricorrente, l’attivazione del soccorso istruttorio da parte dell’Amministrazione, atteso che l’art. 6, co. 1, lett. b) della legge generale sul procedimento amministrativo, prevede tra i compiti del responsabile del procedimento, quello di poter “chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete”.

Non si può rettificare in caso di flag omesso

“Il Collegio non può aderire ad una prospettazione di tal fatta tenuto conto che, secondo il costante orientamento della giurisprudenza amministrativa, il limite all’attivazione del soccorso istruttorio coincide con la mancata allegazione di un titolo valutabile in sede concorsuale, atteso che l’ammissibilità di dichiarazioni postume, ossia oltre il termine di presentazione delle domande, si risolverebbe in una violazione della par condicio dei candidati (cfr. Cons. Stato, Sez. V, sent. n. 7975/2019). Nel caso di specie, invero, parte ricorrente non ha rilasciato alcuna dichiarazione con riferimento ai periodi di servizio espletati, nonostante l’indubbia facilitazione offerta dal sistema informatico nel quale gli stessi risultavano essere già caricati. A venire in rilievo, pertanto, non è un’ipotesi di dichiarazione incompleta ovvero un caso di titolo dichiarato ma non allegato, quanto piuttosto una circostanza in cui sussiste un difetto assoluto della dichiarazione. Vizio, peraltro, non evincibile ictu oculi da parte della p.a., tenuto conto che il mancato inserimento del flag a fianco ai periodi di servizio precaricati ne ha determinato il mancato salvataggio, rendendoli non più visualizzabili all’interno della domanda inviata all’Amministrazione. Nessun profilo di manifesta incompletezza o di discrasia avrebbe dunque potuto essere rilevato dall’esame della domanda ricevuta dall’USR ai fini della determinazione del punteggio da attribuire alla candidata”.

Serve prudenza quando si compilano le domande

Continua il TAR: “Di contro, il mancato salvataggio nel sistema dei periodi servizi maturati e, dunque, l’incompletezza della domanda, avrebbe potuto invece essere facilmente rilevata dalla ricorrente, mediante un controllo successivo da effettuarsi sulla ricevuta della domanda rilasciata dal sistema informatico, allegata all’odierno ricorso. Appare pertanto evidente che un atteggiamento più attento e prudente non solo, e non tanto, in sede di compilazione della domanda ma anche in sede di successiva verifica sulla completezza dei dati ivi inseriti, avrebbe consentito alla stessa di non incorrere in errore o, comunque, di poter riparare allo stesso prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande”.Come anche evidenziato recentemente dal Consiglio di Stato “Con riferimento alle procedure comparative di massa, caratterizzate dalla presenza di un numero ragguardevole di partecipanti, il soccorso istruttorio non può essere invocato, quale parametro di legittimità dell’azione amministrativa, tutte le volte in cui si configurino in capo al singolo partecipante obblighi di correttezza – specificati attraverso il richiamo alla clausola generale della buona fede, della solidarietà e dell’autoresponsabilità – rinvenienti il fondamento sostanziale negli artt. 2 e 97 Cost., che impongono che quest’ultimo sia chiamato ad assolvere oneri minimi di cooperazione, quali il dovere di fornire informazioni non reticenti e complete, di compilare moduli, di presentare documenti” (Cons. Stato, Sez. III, sent. n. 96/2019)”.

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