Precario fa supplenze su posti in organico di fatto, non gli spetta risarcimento danno. Sentenza

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La Cassazione civ. Sez. VI – Lavoro, Ord., (ud. 08-10-2019) 28-01-2020, n. 1912 interviene sulla questione del risarcimento danno in caso di reiterazione dei contratti a termine e richiamando un proprio consolidato orientamento specifica in quale caso sia possibile riconoscere il risarcimento danno e quando questo invece non può sussistere.

In Fatto

La Corte d’Appello rigettava la domanda avanzata da un docente di scuola media diretta al riconoscimento di un ristoro in ragione della reiterazione dei contratti a termine e condannava la predetta a restituire quanto eventualmente ricevuto in esecuzione della sentenza di primo grado; rilevava la Corte che non poteva essere riconosciuto alcun risarcimento del danno in favore della docente, sia in ragione dell’avvenuta stabilizzazione, sia perché si trattava di reiterazione di supplenze su organico di fatto, fino al termine dell’attività scolastica (30 giugno) e non era stato provato il ricorso improprio o distorto a siffatta tipologia di supplenze, in relazione a concrete circostanze.

Nessun risarcimento danno in caso di supplenze reiterate sull’organico di fatto

Al riguardo questa Corte (si veda, ex multis, Cass. n. 22557/2016) ha avuto modo di affermare che, in ipotesi di reiterazione di contratti a termine stipulati ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1, avveratasi a far data da 10.07.2001, ai docenti ed al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario che non sia stato stabilizzato e che non abbia alcuna certezza di stabilizzazione, va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno nella misura e secondo i principi affermati nella già richiamata sentenza delle SSUU di questa Corte n. 5072 del 2016, e che, invece, nelle ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su “organico di fatto” e per le supplenze temporanee non è in sè configurabile alcun abuso ai sensi dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva, fermo restando il diritto del lavoratore di allegare e provare il ricorso improprio o distorto a siffatta tipologia di supplenze, prospettando non già la sola reiterazione ma le sintomatiche condizioni concrete della medesima, situazione che il ricorrente non risulta avere prospettato nel giudizio di merito.

La differenza tra l’organico di fatto e di diritto

La Corte d’Appello Milano Sez. lavoro, con Sentenza del 18-10-2018 ha sottolineato quale la differenza tra l’organico di fatto e di diritto, ed utile qui richiamarla:

Le supplenze annuali , cosiddette su organico di diritto riguardano posti disponibili e vacanti, con scadenza al termine dell’anno scolastico (31 agosto): si tratta di posti che risultano effettivamente vacanti entro la data del 31 dicembre e che rimarranno scoperti per l’intero anno, perchè relativi a sedi disagiate o comunque di scarso gradimento, per i quali non vi sono domande di assegnazione da parte del personale di ruolo. La scopertura di questi posti si manifesta solo dopo l’esaurimento delle procedure di trasferimento, assegnazione provvisoria, utilizzazione di personale soprannumerario e immissione in ruolo; e, verificato che sono rimasti privi di titolare, quei posti possono essere coperti, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, mediante l’assegnazione delle supplenze.

Le supplenze temporanee cosiddette su “organico di fatto”, con scadenza al 30 giugno, cioè, fino al termine dell’attività didattica, coprono posti che non sono tecnicamente vacanti, ma si rendono di fatto disponibili, per varie ragioni, quali l’aumento imprevisto della popolazione scolastica nel singolo istituto, la cui pianta organica resti tuttavia immutata, oppure per l’aumento del numero di classi, dovuto a motivi contingenti, ad esempio di carattere logistico. Le supplenze temporanee (comma 3), sono conferite per ogni altra necessità, come la sostituzione di personale assente o la copertura di posti resisi disponibili, per qualsivoglia ragione, soltanto dopo il 31 dicembre, e destinate a terminare non appena venga meno l’esigenza per cui sono stati stipulati.

L’attribuzione del tipo di supplenza, annuale, temporanea fino al termine dell’attività didattica o temporanea per necessità contingenti, è condizionata dalla definizione delle dotazioni organiche e, dunque, dalla consistenza dei posti previsti nelle dotazioni organiche, con atto di macro-organizzazione di portata generale, dall’Amministrazione scolastica…” ( così testualmente in motivazione Cass. 22552/2016 punti 18 e ss. ).”

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