Precariato, Turi (UIL): raggiunto l’accordo per stabilizzarli. Concorsi e percorsi abilitanti

di Vincenzo Brancatisano
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“E’ stato faticoso, ma alla fine abbiamo firmato un accordo importante”. Così si esprime Pino Turi, segretario nazionale della Uil scuola, all’uscita dall’incontro pomeridiano di oggi con il Ministro dell’Istruzione Fioramonti e con gli altri sindacati della scuola.

Incontro che ha portato alla sottoscrizione da parte del ministro di alcuni impegni per il personale precario della scuola, che saranno oggetto di un imminente decreto legge che andrà al Consiglio dei ministri. Turi non nasconde che ci sia stata una certa tensione su alcune questioni di merito, tensione che ha rischiato di far saltare il tavolo delle trattative, ma alla fine la soddisfazione è palpabile. Il leader della Uil scuola conferma il proprio giudizio positivo verso il nuovo ministro, già manifestato nei giorni scorsi.

Il ministro – spiega – ha condotto personalmente la trattativa e devo dargli atto che è riuscito a trovare una mediazione positiva al raggiungimento dell’accordo che a tratti è stato anche aspro e intenso e che rischiava di saltare. L’incontro ha portato all’intesa per la stabilizzazione del personale precario e all’avvio dei percorsi per abilitazione e immissione in ruolo.

Un decreto legge che andrà al Consiglio dei ministri nei prossimi giorni – dunque un testo normativo che entrerà subito in vigore – consentirà di bandire, contestualmente al concorso ordinario, un concorso straordinario per almeno 24.000 posti, come detto, nella scuola secondaria di primo e secondo grado riservato ai docenti che abbiano almeno tre anni di anzianità nella scuola secondaria, uno dei quali nella classe di concorso per la quale concorrono. Il concorso prevederà una prova computer based che si supererà con un punteggio minimo punteggio di 7/10.

Durante il periodo di prova i vincitori, se non in possesso, dovranno acquisire i 24 Cfu con oneri a carico dello Stato. Il periodo di prova si concluderà con una prova finale nella quale gli interessati dovranno dimostrare di saper condurre una lezione. Valuterà la prova il comitato di valutazione composto anche da un membro esterno. I docenti che non rientreranno nei 24.000 posti ma conseguiranno il punteggio minimo di 7/10, se titolari di un contratto almeno sino al 30 giugno, sosterranno una prova orale selettiva abilitante. Anche in questo caso dovranno acquisire i 24 Cfu.

L’intesa prevede anche l’immissione dei vincitori del concorso 2016 e 2018, su base volontaria, in una regione diversa rispetto a quella della graduatoria di appartenenza. Ma quanti sono gli interessati in quest’ultimo caso? “Potrebbero essere tra gli ottomila e i diecimila, considerati tutti i posti su tutti gli ordini di scuola e le classi di concorso”, spiega Turi. Inoltre “ci sarà un disegno di legge, collegato alla manovra finanziaria, previo confronto con i sindacati – prosegue Turi – per i docenti che non potranno accedere a queste procedure, come i docenti di ruolo, e chi si è laureato e non si è abilitato”.

L’accorso di oggi tra governo e sindacati riprende in gran parte il contenuto dell’accordo di aprile con il primo governo Conte e che su certi punti va oltre quell’intesa, rimasta per tanti mesi in sospeso. E’ previsto un bando di concorso per i DSGA facenti funzioni, con almeno tre anni di servizio nei precedenti otto. “C’era una richiesta che andava oltre l’intesa di aprile”, commenta Turi. Che, come detto, ricorda i momenti di tensione vissuti durante l’incontro “a tratti aspro e intenso che rischiava di saltare”.

Ma quali sono i motivi della tensione? “Quando si tratta occorre sapere cosa si scrive. Quando si decidono queste cose bisogna sapere che ci sono ricadute sulle persone”.

Per esempio? “Si pensi alla formazione delle commissioni esaminatrici, a come si deve fare la valutazione finale. Il testo era ambiguo. Poi questa ambiguità è venuta meno e siamo arrivati alla firma”. Sullo sfondo le altre importanti questioni: il finanziamento del nuovo contratto, la situazione del personale Ata e dei diplomati magistrale “per i quali occorre trovare una soluzione. Fa parte dell’accordo di oggi l’impegno a trovare le soluzioni a questi problemi”.

Precari, Miur e sindacati firmano intesa. Concorsi, PAS, concorso riservato DSGA. IL TESTO DELL’INTESA

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