Precariato, PSI: pochi i posti per le assunzioni e tentativo di dividere i precari

Comunicato PSI – Al netto del deprecabile linguaggio usato e del palese, inaccettabile ed incomprensibile risentimento dimostrato, l’intervento di ieri della senatrice Granato ha toccato alcune questioni fondamentali per la scuola italiana.

La questione di cosa sia e come si possa valutare il merito, i molti luoghi comuni che purtroppo anche la politica spesso, per interesse o ignoranza, condivide, la subdola battaglia portata avanti da molte e cospicue forze politiche per privatizzare l’istruzione impoverendo quella pubblica.

Noi socialisti da sempre ci battiamo a favore della scuola pubblica. Solo la scuola pubblica, statale, è in grado di offrire realmente pari opportunità a tutti i nostri giovani, ai cittadini di domani. In questo senso crediamo che la figura del docente sia e debba anche essere rappresentata come centrale e insostituibile. La libertà di insegnamento deve essere considerata un aspetto quasi sacrale del mestiere di docente.

I nostri docenti, i docenti delle scuole pubbliche, al di là di ciò che per convenienza elettorale si vuole spacciare puntando su un consenso basato sui luoghi comuni, sono l’asse portante della nostra società. Dove si pensa si sia formata quella consapevolezza, quella tensione al sacrificio che oggi caratterizza i nostri valorosi operatori sanitari, dove si crede si siano acquisite quelle conoscenze e quelle competenze che oggi ci permettono di essere orgogliosi dei nostri ricercatori all’estero e nelle nostre università?
Questa è la misura del merito dei nostri docenti, non le sterili batterie di quiz proposte dall’Invalsi o anche per i concorsi che si vorrebbe bandire.

Noi socialisti riteniamo inaccettabile la regionalizzazione dell’istruzione pubblica.
Noi socialisti riteniamo inaccettabile quanto avvenuto negli ultimi tre decenni in cui, a partire dai vergognosi tagli attuati dai governi Berlusconi, si è fatto intendere agli italiani che la scuola pubblica fosse luogo di sperpero e quindi di possibile risparmio.

L’ignoranza è l’arma di chi vuole sottomettere i cittadini. Parafrasando Ray Bradbury potremmo dire che la conoscenza è lo strumento con cui i cittadini vedono rivelarsi il vero volto del potere e che il potere la tema più di ogni cosa. Questo strumento la politica ha il dovere di fornire a tutti i cittadini.

Ora c’è bisogno di investire sulla scuola pubblica, di assumere personale.
In questo momento è in atto un inaccettabile tentativo di dividere i precari sulle modalità di accesso ai pochi posti messi a disposizione dal Ministero. Troppo pochi per lasciare intendere un cambio di rotta rispetto al passato. Il Ministero ed il Governo tutto dovrebbero rassicurare i docenti precari che, insieme ai titolari di cattedra, da anni stanno permettendo alla scuola pubblica italiana di operare. Rassicurare i precari del fatto che il più velocemente possibile verranno stabilizzati. Noi socialisti, sebbene ridotti nella rappresentanza, continueremo a batterci affinchè ciò accada.

Enzo Maraio – Segretario nazionale PSI

Luca Fantò – Referente PSI scuola, università e ricerca

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