Precariato, PAS e concorso riservato siano misure strutturali. Lettera

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Inviato da* – Sì alle misure salva-precari a condizione che queste non creino disparità tra i precari, siano strutturali e non una tantum, ma possano al contrario diventare un punto di riferimento per coloro che maturano servizio.

Il Comitato per i diritti dei precari senza i 180×3 accoglie favorevolmente le dichiarazioni del nuovo ministro Fioramonti di voler trovare una soluzione al precariato, ma sottolinea come questa non possa essere ricercata in interventi estemporanei che rischiano di generare solo altrettanto precariato e futura disoccupazione per coloro che hanno maturato molti giorni di servizio (alcuni più di 540) ma non sono in possesso dei canonici 180×3.

Il decreto così come era stato concepito, come sottolineato più volte,
porterebbe in seconda fascia personale con zero giorni di servizio
precludendo a chi lavora nella scuola da oltre due anni sulle proprie
cdc, di ricevere incarichi nel futuro e sarebbe quindi fonte
addirittura di disoccupazione per coloro che hanno investito tempo,
risorse ed energie in questo lavoro. Esattamente come gli altri
precari. Che senso hanno allora interventi che, per “salvare” una
parte di precari, ne tagliano immancabilmente fuori altri?

Diverso sarebbe il discorso se le misure fossero rese strutturali, con
l’idea di un doppio canale che preveda l’accesso alle misure
straordinarie quali Pas e concorsi riservati al raggiungimento di un
determinato requisito di servizio, in modo che non esistano più le
discriminazioni e le assurde “guerre” tra precari alle quali nostro
malgrado abbiamo assistito negli ultimi mesi.

Ci auguriamo quindi che le nostre istanze possano essere finalmente
oggetto di confronto nei nuovi tavoli di discussione sul reclutamento,
in un rinnovato clima di dialogo che non favorisca le divisioni tra
colleghi ma fomenti la loro coesione. Perché, infine, non ci sia più
nessuno che debba trovarsi al posto giusto nel momento giusto per
poter usufruire ciò che spetta loro di diritto, anzi vedendosi
tagliare improvvisamente le gambe da una misura iniqua pensata solo
per pochi. Riteniamo che la politica e il mondo sindacale abbiano oggi
la grande opportunità di riunire il mondo del precariato e di offrire
per la prima volta strategia lungimirante per la sua risoluzione.

*Arianna Montrone
“Diritti dei docenti precari senza 180×3”

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