Precariato, Pacifico (Anief) al TG3: assumere tutti i docenti con 3 anni di servizio

di redazione
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comunicato Anief – “Un docente abilitato che insegna per almeno tre anni, come supplente, deve essere stabilizzato. Si scelga cosa fare: o questa persona non doveva insegnare, quindi bisognerebbe annullare tutti i titoli che ha rilasciato, oppure è un insegnante a tutti gli effetti”. Così si è espresso oggi il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, parlando dei problemi endemici del precariato scolastico e delle proteste dei maestri non laureati: in diretta su Rai Tre nel corso della trasmissione “Fuori TG”, il leader del giovane sindacato ha ribadito la linea della sua organizzazione e i motivi che hanno portato l’organizzazione a proclamare quattro scioperi in cinque mesi, a manifestare più volte in piazza e a sostenere lo sciopero della fame delle maestre con diploma magistrale tenuto dinanzi al Miur con l’appoggio dell’opinione pubblica nonché di tutte le principali forze politiche presenti in Parlamento.

Pacifico ha ribadito che occorre trovare una soluzione, a breve, che permetta ai diplomati magistrale di essere collocati nelle graduatorie ad esaurimento, assieme a tutti gli altri abilitati all’insegnamento. Ma la riapertura delle GaE, si è osservato, farebbe diventare la storia dei precari infinita? “In realtà, quando è stato fatto – ha replicato Pacifico – i docenti che ne hanno beneficiato sono stati assunti nei ruoli dello Stato”. Inoltre, non si andrebbero a creare differenze di sorta, perché “le GaE andrebbero aperte, è bene sottolinearlo, indistintamente per tutti gli abilitati, dall’infanzia alla primaria”, ha ribadito il presidente.

Secondo il sindacalista autonomo, certamente “hanno ragione tutti a protestare: perché fino al 2008, infatti, in queste graduatorie, che allora si chiamavano ‘permanenti’, confluivano gli abilitati, a prescindere dalla provenienza. Il doppio canale del reclutamento, del resto, prevede che il 50% dei posti da immettere in ruolo debba essere assegnato ai vincitori del concorso pubblico e l’altro 50% a tutti coloro che sono collocati nelle GaE, non solo a coloro che hanno un diploma magistrale”.

Quanto deciso dal Consiglio di Stato, quindi, è un precedente pericoloso per tutti i docenti che hanno intrapreso quella strada: “La decisione dell’adunanza planaria del 20 dicembre scorso, contraddicendo le sette sentenze emesse dallo stesso organismo di giustizia passate pure in giudicato e non più ribaltabili, ha in pratica deciso che il diploma magistrale vale per fare il supplente ma non per entrare nei ruoli. Ma anche i laureati in Scienze della formazione primaria dal 2008 non si possono più reinserire nelle graduatorie. Noi diciamo di fare una deroga per tutti. Sempre nel 2008 e nel 2012, su proposta anche dell’Anief, il Parlamento ha fatto riaprire queste graduatorie a tutto il personale abilitato. Lo si faccia per una terza volta”, ha concluso Pacifico.

A questo proposito, si ricorda, Anief ha presentato da tempo una proposta di decreto legge urgente, la cui essenza è stata introdotta nell’interrogazione urgente di Fratelli d’Italia della Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, finalizzata proprio a chiedere la riapertura urgente delle GaE e risolvere in questo modo la spinosa questione. Inoltre, il sindacato ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2018, presentando ricorso in Cassazione, alla Cedu, ma anche alla Commissione di petizione del parlamento UE e al Consiglio d’Europa. La richiesta è semplice: per salvare la giustizia e l’avvio regolare del prossimo anno scolastico, bisogna adottare, prima del prossimo 30 giugno, un decreto legge che riapra per la terza volta le GaE inserendovi dentro tutto il personale abilitato e confermando nei ruoli i neo immessi in ruolo.

14 maggio 2018

Ufficio Stampa Anief

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