Precariato, Pacifico (Anief): a settembre 150mila supplenti chiamati a caso. 17 maggio si sciopera [INTERVISTA]

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Per il sindacato ANIEF le soluzioni sul precariato discusse al Miur sono ridicole e insoddisfacenti. Per il Presidente Marcello Pacifico è necessario cambiare modalità di reclutamento. L’intervista

Presidente, buone notizie per i precari, Miur e sindacati si dicono ottimisti, che ne pensa?

Ah, ora brindiamo, a cosa, però, non si comprende. Ai concorsi riservati, al tramonto della pre-selettiva, e poi? Sempre 150 mila precari saranno chiamati come supplenti, e sempre a caso, in base alla scuola fortunata scelta tra le poche delle graduatorie d’istituto o magari grazie a una domanda di messa a disposizione inviata all’ultimo minuto, visto che nelle Gae non si può inserire nessuno.

In verità, però, i docenti con 36 mesi stanno ricevendo grandi agevolazioni, non crede?

In tutta Europa e nel settore privato italiano chi ha 36 mesi di servizio deve essere stabilizzato (nella sanità, nei comuni e nelle regioni dal Governo Prodi, già nel biennio 2007/2008), nella nostra scuola deve elemosinare una quota riservata per i concorsi (già dal Governo Letta portata al 50% nel 2013) e tentare la fortuna nei ruoli prima di morire di vecchiaia. Se sono contenti i precari, vuol dire che ci meritiamo questo.

Presidente, ci sembra troppo duro, se tutti sono d’accordo, forse, non pensa che sta sbagliando Anief?

Fino a quando ci saranno dei supplenti chiamati su posti vacanti o cattedre andate deserte destinate ai ruoli, continueremo la nostra battaglia nei tribunali perché vuol dire che permane un abuso dei contratti e non è stata assunta una decisione risolutiva per risolvere il problema.

Sempre ricorsi e critiche ma quali sono le vostre soluzioni?

Aprire annualmente le Gae a tutto il personale abilitato, consentire un corso rapido abilitante senza i 24 CFU a tutti quelli che vogliono insegnare, assumere tutti gli idonei e vincitori dei concorsi, aprire la mobilità a tutti, garantire la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, adeguare gli organici di fatto a quelli di diritto.

Se fossi ministro, queste sei cose le farei in un solo giorno, se potessimo parlare con il ministro, magari, spiegheremmo come farle – non ci convocano, ma sembra che si preferisca ancora, per questioni di bilancio, farsi rappresentare dall’avvocatura nei tribunali piuttosto che risolvere il problema del precariato, fino a quando, almeno i costi per lo Stato per i risarcimenti disposti dai giudici non saranno superiori rispetto ai prospettati risparmi di spesa.

Quindi, qual è il giudizio di Anief su questo primo incontro?

Le soluzioni sul precariato discusse al Miur sono ridicole e insoddisfacenti. Come si fa a parlare di precariato ignorando la situazione precaria della scuola italiana?  Il 17 maggio, lo ricorderemo a Piazza Montecitorio, adiacente a Palazzo Chigi, cosicché se il premier Conte non ci vorrà convocare come ha fatto per le altre OO. SS., l’eco delle rivendicazioni dei manifestanti giungerà, magari, alle orecchie di qualcuno dei suoi consiglieri.

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