Come ridurre il precariato, la risposta del Miur. Anief: scatti di anzianità e ricostruzione di carriera, a breve responso Consiglio dell’Unione Europea

di redazione
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Anief – Il Ministero dell’Istruzione viene ancora una volta bocciato e senza attenuanti: la flebile risposta alla memoria Anief contro il comportamento denigratorio dello Stato italiano nei confronti dei lavoratori precari della PA ed in particolare della scuola la dice infatti lunga sull’impreparazione del nostro dicastero dell’Istruzione nel risolvere i problemi che attanagliano il personale assunto a tempo determinato.

Denunciato dal giovane sindacato, perché continua a non risolvere il contrasto con la normativa europea, il Miur si limita ad asserire che l’argomento sarà materia ed oggetto di contrattazione nazionale: si tratta, in modo inequivocabile, di una risposta inopportuna e incompleta: sia il contratto sulle Funzioni centrali, sottoscritto lo scorso 23 dicembre, sia il Ccnl della scuola sottoscritto all’Aran meno di due mesi fa, non contengano alcun riferimento alla salvaguardia dei diritti dei precari a considerare gli scatti professionali e, una volta assunti, a vedersi riconosciuti per intero i servizio pre-ruolo.

A dire il vero, nel contratto di categoria firmato lo scorso 9 febbraio, c’è un riferimento al precariato: si rimanda alla legislazione vigente, che però non affronta minimamente il problema, tanto è vero che è stata anche dichiarata incostituzionale (Legge 106/2011) e illegittima, oltre che disciplinata dalle sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016).

“A queste condizioni – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – l’unica strada percorribile per avere giustizia e fare rispettare i diritti lesi di tutti coloro che sono precari oggi e lo sono stati in passato è il ricorso in tribunale. Ancora di più perché a breve, su questa disciplina si esprimerà il Consiglio dell’Unione Europea: l’organo UE, infatti, ha dato la sua disponibilità per decidere sul reclamo collettivo ritenuto ammissibile presentato dal nostro sindacato.

Qualora accolto, a quel punto tutto il personale di ruolo, che si è visto formulare una ricostruzione di carriera inadeguata, sia precari, a cui viene corrisposto uno stipendio misero e perennemente bloccato, si vedranno restituire il maltolto: sia gli scatti di anzianità previsti durante il servizio da precariato, sia la parità di trattamento del servizio pre-ruolo con quello di ruolo”.

Anief ricorda che già il reclamo 146/17 presentato da Anief al Consiglio d’Europa ha prodotto delle osservazioni del Governo inadeguate rispetto alla perdurante violazione del diritto dell’Unione da parte della legislazione italiana. Per le stesse motivazioni, Anief ha avviato la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo, la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, si è rivolto alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo e al Comitato Europeo dei diritti sociali.

Inoltre, in attesa che la giustizia europea faccia il suo corso e dopo che la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016), il Miur continua ad essere condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione nel 2017 e indicato a chiare lettere dalle sentenze europee, come la famosa Mascolo – C-22/13 proprio sui precari della scuola del 2014.

Per tutti questi motivi, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già immessi in ruolo.

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