Precariato, Governo dovrebbe sanare la situazione. Lettera

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Inviato da Alessandro Licata* – Per i precari della Scuola italiana non c’è mai pace.

Dopo anni di riforme su riforme che hanno differenziato sempre di più i precari per titoli, competenze richieste, responsabilità sempre più grandi per adempiere ai propri doveri, ci ritroviamo in un una situazione scolastica malsana dove i precari litigano tra loro a causa di un Governo sordo alle loro richieste e contrario a sanare una Scuola ormai malata.

A partire dalle Gae Storiche, che hanno vinto un concorso più di vent’anni fa, passando per i Diplomati Magistrale ai quali il titolo rilasciato dallo Stato è stato disabilitato (fino alla sua riabilitazione nel 2014) per favorire la nascita della facoltà di Scienze della Formazione Primaria, fino ai laureati di quest’ultima categoria i cui sacrifici non sono stati ripagati. Nonostante tutti questi problemi siano stati creati dal succedersi di un ministro dopo l’altro, ancora oggi sentiamo sedicenti personalità che affermano, assurdamente, che una situazione malata non debba essere sanata.

Si proclamano slogan contro le sanatorie, che in realtà non sono mai state tali (in quanto l’anno di prova di un neoassunto ha valore concorsuale: quindi c’è una selezione), proponendo soluzioni che generano profitti ed interessi che ben poco hanno a che vedere con l’Istruzione pubblica in favore di soggetti terzi. I precari di tutte le categorie sperano in situazioni mirate ad hoc per ogni singola categoria per poi ripartire da zero con un valido sistema di reclutamento.

In questo clima di incertezza politica, come al solito i precari della Scuola ne fanno le spese. Di recente erano state studiate delle soluzioni per i precari della scuola secondaria con più di 36 mesi di servizio (che secondo la sentenza Mascolo andrebbero stabilizzati); oltre a loro c’erano i Diplomati Magistrale (relegati per anni in terza fascia tra il personale non abilitato mentre in realtà abilitati lo sono sempre stati) che, colpiti da due sentenze sfavorevoli di una giustizia incostante, dovranno abbandonare le loro classi da un momento all’altro nel corso dell’anno scolastico con buona pace della continuità didattica. Vengono accusati di essere ignoranti, di rovinare i bambini, hanno ricevuto anche ingiurie e auguri irripetibili a causa dell’odio che si è venuto a creare tra le categorie. E nonostante questo sentiamo ancora persone che dicono che situazioni del genere non vadano sanate.

A chi importa se i docenti si odiano? Oltre al danno, anche la beffa. Lo scorso anno scolastico il defunto Governo Giallo – Verde aveva varato una soluzione tampone per la mancanza di volontà restituire ai Diplomati Magistrali un diritto a loro privato. Infatti, in quanto abilitati, avrebbero dovuto essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento prima della loro chiusura. Purtroppo in quel periodo storico il titolo non era considerato abilitante. Pur avendo ammesso l’errore, in seguito alla riabilitazione del titolo, l’Amministrazione si è rifiutata di porre rimedio dicendo che era tardi. Invece di rimediare, il Governo Giallo – Verde ha varato il famoso concorso straordinario destinato ai Diplomati Magistrale ed laureati in Sfp al quale sono stati posti dei paletti che hanno impedito a molti lavoratori della Scuola di poter accedere.

Molte persone che avevano fatto supplenze brevi per anni, aspettando ansiosamente le chiamate al mattino presto, sono state scartate per una manciata di giorni. Altri colleghi, già privati del punteggio avendo fatto Alternativa alla Religione Cattolica, non hanno avuto accesso. Altri hanno lavorato nelle scuole paritarie, perché presso lo Stato non riuscivano a trovare supplenze, accontentandosi di uno stipendio nettamente inferiore, nel migliore dei casi, o barattandone parte in cambio di punteggio nelle situazioni al limite della legalità. Eppure il punteggio delle scuole paritarie, che vale nella scuola pubblica, non valse per l’accesso al concorso.

È una Scuola sana, questa? Ciononostante qualcuno sostiene che un malato non vada guarito. Il Governo uscente questo anno avrebbe rimediato con un decreto avviando un nuovo concorso straordinario per risolvere parte dei problemi dei precari ma si è risolto tutto con un nulla di fatto. Il decreto salvaprecari non è stato approvato con conseguenze che metteranno in ginocchio il sistema scolastico nei mesi a venire.

Si auspica, anche se con non molta speranza, in un ravvedimento della Politica affinché trovi delle soluzioni atte ad eliminare il precariato e non i precari, che tutto sommato fanno comodo per l’apertura delle scuole.

Chiediamo che le Gae Storiche vengano stabilizzate, che ai Diplomati Magistrale venga concesso un Concorso Straordinario bis insieme ai laureati di Scienze della Formazione, la stabilizzazione dei docenti delle Scuole Secondarie che hanno maturato i 36 mesi (rispettando così la sentenza Mascolo, visto che le sentenze di rispettano) e che venga ripensato il futuro sistema di reclutamento.

Un buon insegnante non deve essere valutato per la sua bravura in quiz di enigmistica, né tanto meno per la conoscenza avanzata della lingua inglese. Per intenderci, la conoscenza dell’inglese di livello B2 e il relativo superamento della prova, dovrebbero essere valutate semplicemente solo in termini di un punteggio aggiuntivo e, di conseguenza, permettere di acquisire l’abilitazione per l’insegnamento della stessa.

È invece inaccettabile il fatto che una sua conoscenza parziale o una non conoscenza diventi, di fatto, un paletto che impedisca, a tutti gli effetti, il superamento del concorso. A maggior ragione se l’aspirante concorre esclusivamente per “il posto comune” e non ha interesse ad insegnare la lingua. Molte insegnanti della vecchia generazione non lo conoscono, tuttavia questo non ha impedito loro di istruire a dovere migliaia di bambini.

L’insegnante deve essere valutato per il suo sapere e la sua capacità di trasmetterlo ai suoi alunni fino a portarli a raggiungere consapevolezza ed autonomia in tutti gli aspetti della loro vita. Quindi, si alla preparazione, al merito (quello davvero attinente alla professione) e alla competenza ma no a concorsi strutturati con il sistema attuale.

Il 2 e il 4 Settembre i precari manifesteranno il loro disagio alla Politica nella capitale. Si auspica una massiccia partecipazione e in un’apertura vera da parte della Politica che si è dimostrata sorda in questi anni.

*Coordinamento docenti infanzia e primaria con 180 giorni di servizio

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