Precariato e reiterazione dei contratti a termine

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L’annosa questione della reiterazione dei a contratti a tempo determinato per i docenti precari della scuola non sembra aver fine, nonostante i pronunciamenti della corte di Giustizia europea e nonostante i propositi della legge di riforma dell’attuale Governo, che doveva mettere un punto alla questione del precariato scolastico. 

L’annosa questione della reiterazione dei a contratti a tempo determinato per i docenti precari della scuola non sembra aver fine, nonostante i pronunciamenti della corte di Giustizia europea e nonostante i propositi della legge di riforma dell’attuale Governo, che doveva mettere un punto alla questione del precariato scolastico. 

La corte di Giustizia europea, com’è noto, si è già espressa, dichiarando incompatibile con il diritto comunitario, nello specifico la  Direttiva 1999/70/CE, la legge n. 124/99, nella parte in cui la medesima prevede che sia possibile reiterare le supplenze annuali e stabilendo  che i precari della scuola, con oltre 36 mesi di servizio, hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato e al risarcimento del danno e degli scatti d’anzianità.   

La legge 107/2015, nonostante le numerose immissioni in ruolo effettuate, non ha superato il precariato scolastico; essa,inoltre, per evitare ulteriori procedimenti di infrazione da parte dell’Unione europea, ha dettato al comma 131 che dal primo settembre 2016 i contratti a tempo determinato del personale docente, educativo e ATA della scuola, per coprire i posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata di 36 mesi anche non continuativi. Il computo dei 36 mesi non è retroattivo. Tale provvedimento potrà evitare ulteriori contenziosi, senza tuttavia sanare quelli in atto.  

La Corte costituzionale deve ancora esprimersi, dopo tre anni, su 4 ordinanze aventi per oggetto proprio la reiterazione dei contratti a tempo determinato del personale della scuola, emesse due dal Tribunale di Roma il 2 maggio  2012 e due dal tribunale di Lamezia Terme il 30 maggio 2012.

Indipendentemente dal pronunciamento della Corte costituzionale in merito alle suddette ordinanze, il diritto comunitario è chiaro e, d’altra parte, anche lo Stato italiano ha iniziato ad affrontare il problema. La legge 107/2015 non ha sicuramente segnato la fine del precariato scolastico, tuttavia ha intrapreso la strada che porta verso la sua fine.  

Le immissioni in ruolo effettuate nel corrente anno scolastico, considerando anche quelle che verranno effettuate nel mese di Novembre con la fase C del piano straordinario di immissioni in ruolo, sono assai numerose, non 100.000 ma all’incirca 80.000. Se consideriamo che lo scorso anno sono state date in ruolo circa 30.000 cattedre, è chiaro che il numero delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2015/16 è molto elevato.

La Buona scuola, riguardo alla questione del precariato, può essere considerata il primo importante passo verso la stabilizzazione di tutti i docenti precari.

Ricordiamo che molto insegnanti, con più di 36 mesi di servizio con contratto a tempo determinato, si trovano nelle graduatorie a esaurimento, per cui le immissioni in ruolo previste per l'A.S. 2015/2016 potrebbero contribuire alla risoluzione dell'annoso problema della Scuola italiana.

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