Precariato e mobilità, Anief: bisogna assumere senza esclusioni e scartare qualsiasi blocco

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Si fanno insistenti le indiscrezioni sul forte impegno che Governo e ministero dell’Istruzione starebbero realizzando per risolvere il problema del precariato, con 90 mila cattedre di diritto da coprire, anche attraverso una revisione del piano annuale di mobilità del personale di ruolo.

Secondo Il Sole 24 ore, sarebbero due le ipotesi al vaglio: la prima passerebbe dallo sblocco della mobilità e dall’addio al vincolo dei 5 anni, con 100-130 mila insegnanti a cui si darebbe la possibilità di riavvicinarsi a casa, con l’avvio contestuale di un corso-concorso “semplificato” incentrato sui titoli di servizio. La seconda verterebbe invece sul rinvio di un anno della mobilità.

Secondo il giovane sindacato per assumere 90 mila insegnanti basta invece riaprire le Gae o aprire le graduatorie finali dell’attuale concorso straordinario a tutti i candidati, senza escludere più nessuno, in ogni ordine e grado, e senza preclusione alcuna ai precari del sistema nazionale di istruzione. “L’idea di confermare i contratti rinviando le immissioni in ruolo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sarebbe un segno dell’incapacità di gestire il sistema. Il blocco della mobilità va tolto subito senza alcun ripensamento: ogni giorno che passa dimostra la vacuità delle promesse della politica. Se passasse quanto anticipato oggi dal quotidiano economico il contenzioso travolgerebbe l’inizio dell’anno scolastico”.

I numeri record del precariato sono all’esame del Governo: secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore, l’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere almeno 90 mila precari per un piano di stabilizzazioni. Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione avrebbe già definito l’organico dei prof per il prossimo anno scolastico: 620 mila cattedre comuni, 106 mila di sostegno e 14 mila cattedre “di fatto”. Evidentemente, è ormai chiaro a chi governa la scuola, come ha sempre detto il sindacato, che non basta il concorso straordinario svolto con l’accordo tra i sindacati firmatari di contratto e l’ex ministro Fioramonti che sacrificò pure il trasferimento dei docenti immobilizzati.

 

LE DUE IPOTESI IN BALLO

Sono due le possibilità che si starebbero esaminando. La prima passerebbe dallo sblocco della mobilità e dall’addio al vincolo dei 5 anni – con 100-130mila insegnanti che ne approfitterebbero per riavvicinarsi a casa – e dall’avvio di un corso-concorso “semplificato” (ma non riservato) e incentrato sui titoli di servizio, per inserire precari storici, magari con un primo anno formativo e l’immissione in ruolo nel 2022/2023. La seconda possibilità verterebbe invece sul rinvio di un anno della mobilità e sulla conferma di tutti i precari sui posti attualmente occupati. Confermato il corso-concorso.

 

SERVE UN COMPROMESSO

Un aspetto da considerare, segnala sempre Il Sole 24 Ore, riguarda possibili ricorsi: da qui l’idea di stabilizzare in ordine di graduatoria (non quindi quelli oggi in cattedra, spesso non abilitati). La soluzione tecnica prospettata passa, naturalmente, anche da quella politica, con M5S e Iv contrari a nuove sanatorie, Pd e Lega invece favorevoli alla stabilizzazione dei precari storici. Trovare un compromesso, ancora una volta, non sarà semplice, commenta la rivista specializzata Orizzonte Scuola.

 

IL SINDACATO COSA PROPONE

Anief ritiene che in questa situazione di incertezza diventa ancora più importante reintrodurre il doppio canale di reclutamento, procedendo con le assunzioni per titoli e servizi dopo 36 mesi che ci chiede l’Unione europea, con i concorsi riservati e la riapertura delle GaE. Il reclamo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali e presentato dal giovane sindacato è su questa linea. È bene anche ricordare che un blocco della mobilità del personale già immesso in ruolo non avrebbe alcuna conseguenza positiva sul fronte del reclutamento. Se non quella di alimentare ancora di più il malcontento e i ricorsi da parte di migliaia e migliaia di insegnanti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa con l’amaro in bocca perché i posti liberi per lavorare vicino casa vi sono e vanno a supplenze.

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