Precariato, De Lorenzo M5S: riapertura graduatorie e piano straordinario assunzioni

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Post Facebook di Rina Valeria De Lorenzo (M5S) La rinascita della cultura passa dal buonsenso

“Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà” così esortava Aldo Moro nel suo discorso del 28 febbraio 1978 in cui esprimeva tutta la sua visione inclusiva, avanzata e coraggiosa di un leader che pagò con la vita l’ideale di democrazia.

In questi tempi difficili le sue parole assumono un significato ancor più attuale perché quelle parole intrise di buon senso e ragionevolezza impongono alla politica il dovere di rispondere ad esigenze reali tenendo conto dello stato di necessità.

Nella metafora del tempo sospeso per lockdown appare formidabile la regola aurea di decidere senza contrapposizioni, ma con spirito costruttivo, senza rivendicazioni, ma in un rapporto di leale collaborazione e partecipazione guidati dal buon senso e dalla ragionevolezza.
Due elementi essenziali nella gestione delle situazioni complesse: il buon senso che tutti possono avere, ma che non tutti usano e la ragionevolezza come valore costituzionale prescritto per tutte le funzioni pubbliche nel rispetto reciproco dei ruoli.

Al tempo della pandemia da #covid19 l’uso diffuso del buon senso può trasformare la società rendendola migliore e più illuminata, traghettandola verso una nuova stagione di rinascita culturale, economica, sociale.

Una ricetta politica vincente da applicare alla scuola, luogo democratico che non riempie le teste, ma forma il pensiero, che non alimenta gap sociali, ma annulla le diseguaglianze.

Nell’evento epocale che stiamo vivendo c’è da raccontare un futuro complesso dell’istruzione, ma anche ricco di opportunità senza appellarsi alla retorica grossolana dei burocrati in grisaglia.

Stiamo vivendo una esperienza eccezionale che richiede risposte coraggiose per la prima agenzia educativa del Paese che rappresenta un tratto distintivo del nostro patrimonio politico e culturale.

Dopo 2 mesi di chiusura delle #scuole per la pandemia dobbiamo consentire un avvio ordinato e definito delle attività didattiche per una vera e solida ripartenza del prossimo anno scolastico da garantire ad un’intera generazione di studenti a cui è stata in questi mesi negata a causa di un virus invisibile e funesto.

Per farlo occorre affrontare in maniera sistemica la storica questione del precariato sofferto da decenni come un male naturale e dunque inevitabile; per farlo occorre riaprire le graduatorie (e il Parlamento sta lavorando in tal senso) evitando una esplosione di “messe a disposizione” che impedirebbe a migliaia di docenti precari di ottenere un contratto di supplenza. E’ necessario, altresì, investire risorse per finanziare un #pianostraordinariodiassunzione e di adeguamento delle strutture scolastiche nel rispetto delle prescrizioni sanitarie in materia di distanziamento.

Per troppi anni la politica si è mostrata sorda alle decisioni della giurisprudenza di merito sull’abusiva reiterazione dei contratti di lavoro a termine e, persino, alle pronunce della Cedu che la legge 107/2015 ha aggirato con il comma 131 che realizzava la “cancellazione” della violazione del diritto comunitario in materia di abusi dei contratti a termine.
In questo tempo interrotto, di grave crisi e incertezza è necessario “stringersi a coorte” per affrontare la questione reclutamento e concorsi; in un contesto dalle prospettive incerte per l’andamento e la previsione dell’epidemia occorre “vivere il tempo con le sue difficoltà” prevedendo misure straordinarie che, nel rispetto della normativa vigente, delle prescritte condizioni di sicurezza, dei divieti di assembramento e contiguità consentano la stabilizzazione dei docenti precari e l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico senza il consueto balletto di cattedre, valorizzando le consolidate e pluriennali esperienze di insegnamento.

L’individuazione di modalità straordinarie di reclutamento, oltre a rispondere ad esigenze di stabilità degli organici per un ritorno all’ordinaria didattica in presenza senza vuoti di organico, rappresenta una scelta in linea con la decisione di queste ore del Governo in materia di consultazioni elettorali regionali rinviate, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini, al prossimo autunno le elezioni regionali.

Gli eventi straordinari in cui siamo immersi richiedono riposte eccezionali per il futuro della nostra scuola ed una straordinaria occasione per restituire dignità ai docenti che hanno dimostrato ancora una volta di saper essere all’altezza del delicato compito di educare anche mediati dal web. Una didattica a distanza che si è trasformata in didattica della vicinanza alle emozioni di milioni di studenti superando i programmi e i contenuti epistemologici delle discipline. I docenti hanno abbattuto le distanze creando una rete di azioni didattiche e relazionali che vale mille corsi di formazione ed hanno permeato di umanesimo una rete di connessioni solo virtuali.

La politica non è una scienza esatta, ma nel rispetto dei principi della Carta costituzionale, antidoto ad ogni virus, saprà dimostrare di essere all’altezza della storia.”

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