Precariato, Campione: “prestissimo non per tutti”. Precedenza GaE, GM e seconda fascia secondaria. Nodi irrisolti Infanzia e Primaria

di redazione
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In un lungo post pubblicato su FaceBook, Marco Campione (attualmente membro della segreteria tecnica del Ministro Fedeli) affronta la questione delle assunzioni e della fase transitoria del nuovo sistema di reclutamento.

Ecco il testo integrale

Se si pensa che risolvere voglia dire assumere a tempo indeterminato chiunque abbia fatto almeno un giorno di precariato, vi do una notizia: le persone che avevano fatto almeno un giorno di precariato quando siamo arrivati erano almeno 700mila.

Noi abbiamo fatto una scelta diversa: offrire a ciascuno una prospettiva, possibilmente dire a ciascuno quando ragionevolmente sarà immesso in ruolo. Sapendo che questo “quando” purtroppo per alcuni non sarà prestissimo (sempre per il discorso dei 700.000). Per qualcuno (circa 180.000 persone) il ruolo è arrivato in questi anni; per altri (le seconde fasce della scuola secondaria, circa 70.000) la risposta arriverà a febbraio 2018 e sarà una data certa (al netto del fatto che il numero di assunzioni annuali non è prevedibile con precisione); per gli altri abbiamo immaginato un nuovo percorso che avrà due caratteristiche principali: non crea false illusioni, gli aspiranti docenti durante il percorso vengono retribuiti.

Per la scuola secondaria, dal punto di vista strutturale il problema è risolto. Permangono casi specifici di classi di concorso dove la situazione è satura, ma sono casi singoli sui quali si dovrà intervenire puntualmente. Graduatorie a esaurimento esaurite in tempi certi (quasi tutte entro il 2018), abilitati non in GAE (i paria del precariato) assunti tutti in tempi certi più o meno lunghi (i posti sono un numero finito, come sappiamo; e non si fabbricano), non abilitati con tanti anni di servizio (almeno 3) ai quali riserviamo un contingente di posti.

Il grande nodo irrisolto resta quello di infanzia e primaria. Irrisolto nel senso che ho detto sopra però: non siamo stati capaci di dare la risposta che meritano, ovvero quando ragionevolmente entreranno in ruolo. Per loro la situazione non è peggiorata, sia chiaro (molti, anzi, sono stati assunti). Ma non è nemmeno migliorata. Bisognerà occuparsene non appena sarà arrivata una sentenza del consiglio di stato sui diplomati magistrali che definisce il quadro di riferimento. Farlo prima sarebbe stato da irresponsabili. Discorso a parte per i laureati in SFP vecchio ordinamento, per i quali spero che si riesca a trovare una soluzione entro la fine della legislatura.

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