Precariato, Anief chiede la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali

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Anief – Per assegnare i ruoli entro il 31 agosto su tutti i posti vacanti e assumere i precari di prima, seconda e terza fascia, laddove le GaE sono esaurite, in attesa dell’esperimento del nuovo concorso ordinario e straordinario, in analogia a quanto già previsto nel decreto “salva-scuola”.

Pronto l’emendamento al Mille-proroghe preparato dall’ufficio legislativo del giovane sindacato. Marcello Pacifico (Anief): Al record storico di supplenza bisogna rispondere con procedure eccezionali.

La nuova procedura, prevista dal Decreto Scuola convertito nella L. 159/2019 sulla Call veloce ripresa anche dal neo ministro Lucia Azzolina, prevede che i supplenti presenti nelle graduatorie di merito e nelle GaE possano essere immessi in ruolo, su base volontaria, anche in un’altra regione diversa dalla propria, attraverso un elenco utile esclusivamente per assegnare i tanti posti vacanti che altrimenti andrebbero a supplenza. La nuova titolare del Miur si è da subito impegnata per realizzare in breve tempo il decreto attuativo, comprendente il nuovo regolamento per velocizzare questo genere di convocazioni, il quale permetterebbe di utilizzare proficuamente gli elenchi temporanei che si verrebbero creare già in occasione delle prossime immissioni in ruolo previste nell’estate 2020.

Per Anief, questo provvedimento deve essere accompagnato da una misura analoga che intervenga per assumere anche i supplenti delle graduatorie di istituto, nelle more dell’esperimento delle prossime procedure concorsuali per evitare di chiamare 200 mila insegnanti con contratto a tempo determinato e subire nuovi costosi risarcimenti nelle aule dei tribunali, con ricadute negative pure sulla continuità didattica.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Considerando che ci sono soltanto 8 mila docenti nelle GaE, bisogna allargare la procedura della Call veloce alle graduatorie d’Istituto da cui sono chiamati molti dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In questo modo, ridurremmo considerevolmente il numero delle 170 mila supplenze annuali. Abbiamo già il personale della seconda fascia d’istituto abilitato, mentre per quello inserito nella terza fascia, destinatario del ruolo, basterebbe iscriverlo al percorso seguito dai vincitori del nuovo concorso straordinario. È una proposta logica e semplice in linea con quanto già avanzato durante la scorsa legislatura dall’attuale primo partito di maggioranza relativa. Lo chiederemo con forza al primo incontro con il ministro e lo proporremo come emendamento al prossimo Mille-proroghe”.

COSA È LA “CALL VELOCE”

Il nuovo sistema di reperimento degli insegnanti idonei dei concorsi o abilitati delle GaE, ai fini della loro immissione in ruolo anche in sedi scolastiche distanti dalla provincia o regione scelta, fa parte delle priorità del programma della neo ministra dell’Istruzione: Lucia Azzolina, nel far sapere di volere scrivere “rapidamente i provvedimenti attuativi del decreto scuola”, ha dichiarato che una delle priorità sarà proprio l’attuazione del “nuovo regolamento per velocizzare la chiamata dei supplenti e quello per la ‘call’ che consentirà a chi vuole subito il ruolo e il contratto a tempo indeterminato di poter andare a insegnare volontariamente anche in un’altra regione diversa dalla propria”.

La nuova procedura prevede che i vincitori e gli idonei inseriti nelle graduatorie dei concorsi e delle Graduatorie a Esaurimento (sia infanzia primaria che secondaria) potranno, su base volontaria, per l’. A.S. 2020/21 presentare istanza per i posti di una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. “Le immissioni in ruolo – spiega oggi Orizzonte Scuola – saranno effettuate entro il 10 settembre di ciascun anno”, su posti residuali rispetto allo scorrimento dell’ordinamentale doppio canale. Inoltre, per tutti coloro che faranno registrare un esito positivo del periodo di formazione e di prova, scatterà “la decadenza da ogni graduatoria, ad eccezione delle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami di altre procedure, nelle quali l’aspirante sia inserito”. Infine, “il docente assunto con questa procedura avrà un vincolo di permanenza di cinque anni nella sede di servizio di assunzione. Secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola, non sarà possibile richiedere né mobilità né assegnazioni provvisorie”.

È bene sottolineare che la procedura si chiama “call veloce” perché non si formerà una graduatoria: i docenti che risponderanno alla chiamata di quella regione saranno inseriti in un elenco utile per assegnare quei posti vacanti. All’esito della procedura, l’elenco non sarà più valido. In ogni caso si tratterà di una scelta volontaria che in alcuni casi potrà abbattere i tempi di attesa per il ruolo.

LA PROPOSTA DELL’ANIEF

In attesa dell’esperimento dei nuovi concorsi, Anief ritiene indispensabile estendere la Call veloce anche alle nuove graduatorie di istituto provinciali che saranno utilizzate per la chiamata dei supplenti, per evitare che il prossimo anno si tocchi il record della supplentite e dei risarcimenti a carico dello Stato.

“Questo – ha dichiarato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista a Orizzonte Scuola – permetterebbe di mettere in ruolo già entro agosto tutti i precari su tutti i posti liberi. Ovviamente dovrebbe essere accompagnato da una revisione della pianta organica del ministero, alla luce della trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti che per più di due anni sono stati sempre dati in supplenze”.

Con la modalità individuata dall’Anief, continua Pacifico, “si arriverebbe così a stabilizzare una grande platea, non solo quei pochi 24 mila del concorso straordinario, ma più di 100 mila docenti abilitati e quelli non abilitati che insegnano nelle graduatorie in II e III fascia. Questa sarebbe una risposta immediata e semplice al precariato. Per il personale non in possesso di abilitazione basterebbe la frequenza di un corso abilitante per conseguire l’abilitazione una volta che si svolge l’anno di prova”, conclude il sindacalista autonomo.

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