Precariato. Anief, anche l’opposizione chiede di aprire le GaE ai docenti abilitati delle graduatorie d’istituto

di redazione
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Anief – Le richieste dell’Anief per l’utilizzo delle graduatorie d’istituto di seconda fascia dei docenti ai fini dell’immissione in ruolo, parallelamente a nuovi concorsi, e l’abolizione del limite dei 36 mesi di supplenze sono state formulate, sempre come emendamenti alla Legge di Stabilità, anche dai partiti dell’opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle.

Secondo Silvia Chimienti, intervistata da Orizzonte Scuola, ad oggi infatti non si ha “notizia di cosa abbia in mente il Governo riguardo alla fase transitoria che dovrà necessariamente tutelare, a nostro parere, tutti i docenti in GAE non ancora assunti e tutti gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto, fino all’ultimo”, come occorre procedere all’eliminazione “dell’assurdo limite dei 36 mesi per la stipula di contratti a termine istituito con la legge 107”.

Presto conosceremo il destino degli emendamenti: è iniziato, infatti, a Montecitorio da poche ore l’iter che condurrà all’approvazione della Legge di Bilancio in prima lettura, con fiducia, entro domenica prossima. A queste richieste, vanno aggiunte anche altre formulate dall’Anief, sempre a tutela dei diritti dei precari della scuola: tra cui l’aggiornamento annuale delle GaE, quindi anche d’istituto che, – superando l’ingiustificata decisione del Governo di posticiparne l’aggiornamento triennale, con il decreto Milleproroghe 2016 – , permetterebbe l’utilizzo del doppio canale di reclutamento per gli abilitati delle graduatorie d’istituto. Sarebbe una prima risposta importante, probabilmente decisiva, al problema del precariato.
Il giovane sindacato ricorda che la collocazione degli abilitati di seconda fascia delle graduatorie d’istituto nelle Graduatorie ad esaurimento è una condizione imprescindibile per la gestione delle supplenze e la copertura dei posti vacanti. Il sindacato ricorda che il 70-80 per cento delle circa 100mila supplenze annuali, quest’anno spostate a fine ottobre, vengono assegnate proprio dalle graduatorie presenti interne agli istituti: già oggi, infatti, vi sono tantissime classi di concorso delle circa 100 GaE provinciali senza più candidati e altre si stanno svuotando.
Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, “poiché anche dal Concorso a cattedra arriverà il 30 per cento di vincitori in meno rispetto a quelli previsti, poiché 20mila posti andranno persi a causa dell’eccessiva severità dei commissari, è destinato a crescere il numero dei contratti a tempo determinato gestiti direttamente dai presidi. In diversi casi, poi, tali supplenze vengono assegnate a precari che hanno presentato solo la “messa a disposizione”, quindi ad aspiranti docenti privi di abilitazione e nemmeno inseriti in terza fascia d’istituto”.
Il sindacato che, per rivendicare queste richieste, una settimana fa ha proclamato lo sciopero nazionale, con contestuale manifestazione davanti a Montecitorio, continua intanto a battersi in tribunale per ottenere almeno il risultato dell’inserimento nelle GaE dei precari ricorrenti nonché l’annullamento dei decreti rivolti a coloro che, per vari motivi, non avevano prodotto domanda di aggiornamento o permanenza: è giunta notizia oggi che, a tal proposito, i tribunali del lavoro di Trapani e Taranto hanno dato pieno accoglimento e, pertanto, hanno imposto al Miur il pieno rispetto per i docenti cancellati di essere reinseriti nelle graduatorie d’interesse, all’atto dell’aggiornamento successivo a quello di cancellazione.
Le due nuove sentenze, infatti, non hanno dubbi sulla fondatezza del ricorso promosso dai legali Anief in favore di due docenti cancellati nei precedenti aggiornamenti delle GaE e non reinseriti dal Miur nel 2014, nonostante la presentazione della domanda da parte degli interessati: i giudici hanno, quindi, ribadito l’illegittimità dei periodici decreti ministeriali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento nella parte in cui negano il diritto dei docenti cancellati ad essere reinseriti. Tali previsioni ministeriali, infatti, appaiono senza ombra di dubbio illegittime “nella misura in cui contrastino con il disposto dell’art. 1, comma 1 bis, legge 143/2004, devono essere pertanto disapplicate, non potendo un decreto ministeriale negare il diritto al reinserimento nelle graduatorie previsto dalla legge”.
In altri termini, fra la norma speciale-previgente e quella generale, ancorché sopravvenuta, deve prevalere la prima, salvo che le discipline siano talmente incompatibili da rendere “impossibile” la simultanea applicazione delle due disposizioni e, quindi, da far ravvisare il fenomeno della abrogazione tacita, evento non ravvisabile nella fattispecie. Ora, i due docenti reinseriti potranno tornare a partecipare a tutte le operazioni di immissione in ruolo e di conferimento degli incarichi a tempo determinato da GaE previste per questo e per i futuri anni scolastici.

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