Precariato, a settembre 250 mila supplenze da assegnare. Anief: Senato può evitare lo scandalo 

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Anief – Per evitare il default organizzativo-didattico, vanno approvate con urgenza degli emendamenti al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola che garantiscano la funzionalità del sistema per il prossimo anno, che nella parte iniziale dovrà anche affrontare la delicata fase di rientro in classe: i dirigenti scolastici avranno il loro da fare e non potranno mettersi a “caccia” dei supplenti, con le Mad poco meritocratiche, per coprire quasi 250 mila posti vacanti in tutta Italia.

Per questo occorre introdurre delle norme che riducano l’abuso dei contratti a termine prevedendo la riapertura delle graduatorie ad esaurimento e l’assunzione a tempo indeterminato anche dalle graduatorie di istituto trasformate all’occorrenza in provinciali. Anief chiede inoltre l’emanazione di un decreto per l’assunzione del personale docente di ogni ordine e grado, anche in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2000/01, del diploma tecnico professionale, di personale educativo e amministrativo con più di 24 mesi di servizio a tempo determinato, da attuare su tutti i posti disponibili anche in organico di fatto costituiti dopo il 15 settembre 2020, per l’anno scolastico 2020-2021. E anche quelli che insegnano religione cattolica.

La situazione emergenziale a seguito del pericolo di contagio di massa del Covid 19 presuppone interventi rapidi ed efficaci. Anche nella scuola, che da inizio marzo, anche prima in alcune regioni del Nord Italia, continua a svolgersi grazie allo straordinario apporto dei nostri insegnanti e tutto il personale scolastico direttamente dalle loro abitazioni e a loro spese. Sono diverse le disposizioni urgenti da realizzare per migliorare la didattica, che nei prossimi mesi dovrà necessariamente continuare a convivere col pericolo del coronavirus: l’Anief ha indicato quali modifiche attuare con diversi emendamenti al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, riservandone alcuni alla stabilizzazione dei docenti, passaggio imprescindibile per non incorrere in un quantità abnorme di supplenze annuali, probabilmente vicina al record dei 250 mila contratti a termine.

Le modifiche al decreto scuola proposte dall’Anief serviranno a realizzare la copertura dei tanti posti vacanti, che se rimarranno tali andranno a minare seriamente la continuità didattica: gli emendamenti del giovane sindacato vanno dalla riapertura delle graduatorie ad esaurimento all’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto da trasformare in provinciali, dall’avvio di concorsi straordinari per soli titoli, fino alla stabilizzazione del personale scolastico con oltre 24 mesi di servizio svolto.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si sofferma su un aspetto tutt’altro che secondario della questione mai affrontata dell’abuso di precariato: “Alcuni nostri governanti – dice il sindacalista – non hanno evidentemente ancora chiaro il concetto che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione comunque a reiterare ogni anno decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, andando a determinare comunque l’assegnazione di stipendi pieni ma anche un esborso del tutto gratuito per l’erario, derivante delle crescenti richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE. Consapevoli che le nostre richieste stanno trovando consensi sia tra i partiti, anche della maggioranza parlamentare, sia tra le altre organizzazioni sindacali rappresentative, non resta che attendere che anche il legislatore le faccia proprie”.

 

GLI EMENDAMENTI ANIEF PER LA STABILIZZAZIONE DEI SUPPLENTI

  1. Aggiornamento e riapertura delle graduatorie ad esaurimento

Il comma 4 è sostituito dal seguente:

“L’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, avviene nell’anno scolastico 2020/2021, per spiegare efficacia per il triennio successivo, a decorrere dall’anno scolastico 2021/2022, con l’inserimento, a domanda, di tutto il personale in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ivi incluso se in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2000-2001 e del diploma tecnico professionale.”

Motivazione: per sopperire alla sospensione di tutte le procedure concorsuali e all’abuso di contratti a tempo determinato è richiesta una semplificazione urgente delle procedure di reclutamento del personale docente in possesso di abilitazione con l’utilizzo appieno del doppio canale di reclutamento attraverso l’inserimento di tutto il personale abilitato nelle graduatorie ad esaurimento, come già avvenuto nel 2008 e nel 2012. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto le assunzioni su posti vacanti sono state già autorizzate con apposito decreto ai sensi della normativa vigente o comunque devono essere autorizzate con apposito decreto ai sensi della normativa vigente.

  1. Scorrimento delle graduatorie di istituto per il reclutamento Il comma 4 è sostituito dal seguente:

“In considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego di cui all’articolo 87, comma 5 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, i posti del personale docente ed educativo rimasti vacanti e disponibili dopo le operazioni di immissione in ruolo disposte ai sensi del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, della legge 9 agosto 2018, n. 96, e della legge 20 dicembre 2019 n. 196, sono assegnati ai soggetti inseriti nelle graduatorie provinciali di cui al comma 6-bis dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124.”

Motivazione: in presenza di oltre 200 mila cattedre prive di titolare, occorre una norma che garantisca la funzionalità del sistema, la continuità didattica e ponga un limite alla reiterazione dei contratti. A tale scopo, in assenza di personale abilitato da chiamare dalle graduatorie ad esaurimento, risulta necessario assumere in ruolo dalle graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali, previa attivazione di un percorso telematico abilitante per i docenti privi di abilitazione. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

All’articolo 4

  1. Concorso per soli titoli

Al comma 1, inserire il seguente periodo:

“Conseguentemente, per assorbire il precariato, il Ministro dell’Istruzione dispone con successivo decreto l’istituzione di una graduatoria per titoli ai fini dell’assunzione di personale docente di ogni ordine e grado,

anche in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a. s. 2000/2001, del diploma tecnico professionale, dell’insegnamento di religione cattolica, di personale educativo e amministrativo con più di 24 mesi di servizio a tempo determinato nelle istituzioni scolastiche del servizio nazionale d’istruzione, su tutti i posti vacanti e disponibili anche in organico di fatto costituiti dopo il 15 settembre 2020, per l’anno scolastico 2020-2021.”

Motivazione: l’attuale situazione di precariato richiede l’attivazione immediata di procedure che garantiscano la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

 

  1. Assunzioni in ruolo dalle Graduatorie provinciali di istituto

Al comma 1, inserire il seguente periodo:

“Conseguentemente, per assorbire il precariato, i posti del personale docente ed educativo rimasti vacanti e disponibili dopo le operazioni di immissione in ruolo disposte ai sensi del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, della legge 9 agosto 2018, n. 96, e della legge 20 dicembre 2019 n. 196, sono assegnati ai soggetti inseriti nelle graduatorie provinciali di cui al comma 6-bis dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124.”

Motivazione: in presenza di oltre 200 mila cattedre prive di titolare, occorre una norma che garantisca la funzionalità del sistema, la continuità didattica e ponga un limite alla reiterazione dei contratti. A tale scopo, in assenza di personale abilitato da chiamare dalle graduatorie ad esaurimento, risulta necessario assumere in ruolo dalle graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali, previa attivazione di un percorso telematico abilitante per i docenti privi di abilitazione. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

 

  1. Stabilizzazione del personale scolastico con più di 24 mesi di servizio

Al comma 1, inserire il seguente periodo:

“Conseguentemente, per assorbire il precariato e ridurre il ricorso a contratti a termine, qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo ed

ATA per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i ventiquattro mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo alla conversione a tempo indeterminato dal 1 settembre 2020.”

Motivazione: l’attuale situazione di precariato richiede l’attivazione immediata di procedure che garantiscano la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

Tutti gli emendamenti Anief al testo del Decreto Legge n. 22.

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