Precaria confusa e infelice. Lettera

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Inviata da Maria Cristina De Mitri – Sono una docente tecnico-pratica (abilitata nel 2014) e quindi inserita in seconda fascia della classe di concorso B022 (laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali) di Taranto.

In questi giorni leggo di tutto e di più sul concorso straordinario che vedo ormai come la mia ultima spiaggia per ottenere un ruolo che, dopo 10 anni di servizio, mi darei ad honorem (chiedo scusa per la presunzione ma credo che non sia una prova a crocette o un discorso orale ben preparato a poter valutare la mia idoneità o meno ad insegnare a tempo indeterminato…c’è molto di più!).

Lo ammetto, il concorso del 2016 poteva essere la mia chance ma onestamente c’è stato un accorpamento di classi di concorso all’interno dell’attuale B022 (a febbraio 2016 ne sono confluite 5) per cui sono rientrati argomenti che non facevano parte del mio piano di studi e quando ad aprile 2016 (mentre contemporaneamente avevo una cattedra di 18 ore con tre classi da gestire e portare alla maturità) mi sono ritrovata a rispondere alle 6 domande l’ho fatto in modo approssimativo non superandolo.

In quell’occasione oltre al danno c’è stata anche la beffa (la prima) perché ho dovuto sostenere per forza la prova pratica nonostante non avessi superato quella scritta il cui esito l’ho saputo alla fine delle due prove…per cui doppie spese e doppia delusione. Un’altra beffa l’ho subita l’anno dopo (2017) quando hanno partecipato allo stesso concorso alcuni colleghi con il ricorso (non avevano l’abilitazione come me ma hanno partecipato perché nelle classi di concorso B il diploma era ritenuto abilitante) e, avendo avuto più tempo per prepararsi e soprattutto beneficiando della nostra batteria di domande come riferimento, l’hanno superato e l’anno scorso sono passati di ruolo. Nel 2018 si è presentata un’altra possibilità per noi abilitati non vincitori del concorso 2016: sostenere solo un orale su una traccia sorteggiata.

Benissimo questa volta la regione di competenza passa al Lazio ma alla mia classe di concorso non è stato mai assegnato un istituto di riferimento, una commissione (allego quadro delle classi di concorso che facevano riferimento alla regione Lazio scaricata oggi), non è stata mai sorteggiata la lettera per l’orale e non sono stati mai definiti i tempi. L’anno scorso ho inviato una pec all’USR LAZIO ([email protected]) chiedendo delucidazioni ma mi è stata inviata una risposta di default in cui mi si diceva che l’avrebbero protocollata. Inutile dirvi che nemmeno i due sindacati a cui mi sono rivolta mi hanno mai saputo dare una risposta.

La mia domanda è questa: nel 2018 i partecipanti della mia regione erano 5 e non essendo un concorso selettivo (si dovevano solo sommare il voto dell’orale ai nostri titoli e anni di servizio) con ogni probabilità questo (2019/20) sarebbe stato il mio anno di prova invece sono costretta a partecipare al concorso straordinario (nuovamente spostandomi nella regione Campania come nel 2016 ma con in più l’ansia del Covid) con molti più partecipanti perché nel frattempo (essendo una classe di concorso con posti vacanti) molti altri colleghi hanno raggiunto i tre anni di servizio e con sempre i soliti posti a bando (meno dei partecipanti). In questi anni non ho solo insegnato ma mi hanno anche conferito diversi ruoli di responsabilità: da coordinatrice a tutor del Piano Formativo Individualizzato (PFI) perché noi precari quando prendiamo servizio abbiamo gli stessi doveri dei colleghi di ruolo ma non gli stessi diritti (mi viene in mente per esempio che non posso seguire corsi di formazione inseriti sulla piattaforma SOFIA e non ho mai avuto il bonus di 500 euro!).

Questo ruolo lo voglio, penso di essermelo guadagnato sul campo e chi sta prendendo decisioni in questo periodo dovrebbe avere un quadro un po’ più preciso sulle mille sfaccettature dell’essere precario nella scuola oggi. Se sarà una crocetta a determinare il destino del mio futuro da docente forse ci metterò una croce sopra.

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