Precari Uniti contro i tagli: giù le mani dalla scuola statale

di redazione
ipsef

Precari Uniti contro i Tagli – Il DDL “La Buona Scuola” trasformerà le scuole italiane in vere e proprie aziende. Il dirigente scolastico avrà il potere di “scegliersi la propria squadra”, come ha proclamato più volte con soddisfazione Matteo Renzi, assumendo e licenziando i docenti.

Precari Uniti contro i Tagli – Il DDL “La Buona Scuola” trasformerà le scuole italiane in vere e proprie aziende. Il dirigente scolastico avrà il potere di “scegliersi la propria squadra”, come ha proclamato più volte con soddisfazione Matteo Renzi, assumendo e licenziando i docenti.

Gli organi collegiali verranno svuotati di ogni funzione non avendo più potere decisionale neanche sulla didattiche che sarà totalmente demandata al preside-manager.

Questa non è “Buona Scuola”, ma solo una pessima legge che aumenta i finanziamenti alle scuole private, crea scuole per i ricchi e scuole per i poveri, che limita il diritto allo studio eliminando la libertà d'insegnamento (indispensabile per la realizzazione di un insegnamento veramente plurale ed inclusivo capace di formare menti critiche e aperte alla diversità), che asserve il sistema d'istruzione pubblica agli interessi dei privati, precarizza a tempo indeterminato il corpo docente introducendo un sistema di reclutamento a forte rischio di nepotismo e clientelismo e condanna alla disoccupazione buona parte delle migliaia di docenti precari che lavorano nella scuola da anni attraverso le Gae e le Gi che verranno cancellate con un colpo di spugna.

Tutto questo per noi è inaccettabile, la Scuola Statale è un bene comune e tale deve restare, per questo condanniamo con fermezza l'impianto generale del disegno di legge e chiediamo invece un innalzamento della qualità del sistema d'istruzione statale attraverso:

– Il ripristino di tutte le ore di lezione e di laboratorio tagliate dalla Legge 133 (Riforma Gelmini).
– La fine delle classi – pollaio istituendo un tetto max di 22 studenti per classe.
– L'assunzione immediata e senza ricatto di tutti i lavoratori precari (ata e docenti) che lavorano nella scuola statale anche trasformando i contratti in essere in contratti a tempo indeterminato.
– Un piano di prepensionamento per tutti i docenti che ne facciano richiesta.
– Il ritiro del DDL la Buona Scuola.
– Permanenza delle graduatorie come forma di reclutamento trasparente.
– Il ritiro dei finanziamenti alle scuole private.
– Percorsi di abilitazione per i futuri insegnanti che prevedano corsi di formazione gratuiti.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare