Precari Sud al Nord. E’ scontro tra Lega e PD Friuli su graduatoria regionale

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redazione – La questione degli spostamenti dei docenti da Sud a Nord ha portato ad uno scontro politico che ha visto il Friuli venezia Giulia come centro di dibattito tra Lega e Partito Democratico.

redazione – La questione degli spostamenti dei docenti da Sud a Nord ha portato ad uno scontro politico che ha visto il Friuli venezia Giulia come centro di dibattito tra Lega e Partito Democratico.

Proposta della Lega, elaborata da Mario Pittoni durante il Governo Berlusconi, è l’istituzione di graduatorie regionali, che sono ritornate in auge dopo l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento appena concluse

Proposta pensantemente criticata dalla segretaria regionale Pd del Friuli Venezia Giulia, che ha affermato: ”Mario Pittoni fa propaganda. Le sue proposte sulle graduatorie regionali dei docenti sono pura fantasia: con le normative vigenti, sia nazionali che comunitarie, non sono infatti realizzabili, tanto che lo stesso Pittoni non ci e’ mai riuscito anche quando la Lega Nord era al Governo”.

Secondo Grim ”sarebbe meglio non scatenare infondati allarmismi ed evitare di creare pericolose spaccature sociali tra persone che già vivono quotidianamente le difficoltà e le incertezze di un lavoro precario. E’ risaputo che, ad oggi, le modalità di reclutamento del personale della scuola rispettano i principi della nostra Costituzione e le norme comunitarie. Chi sostiene il contrario – sottolinea Grim – usa la vicenda per ragioni ideologiche e propagandistiche”.

Mario Pittoni non ci sta e questa mattina ci ha inviato un comunicato in risposta alle critiche della Grim.

"Quelli che la Grim chiama ‘infondati allarmismi’ – afferma Pittoni – sono il posto di lavoro di tanti insegnanti friulani, giuliani e in generale del centro-nord, che il prossimo anno scolastico non ci sarà più, in conseguenza dell’attuale perverso meccanismo che richiede un urgente e profondo aggiornamento. Il nostro progetto getta le basi per rivoluzionare su base concretamente meritocratica tutto il sistema di assunzione nel settore pubblico, non solo per la scuola".

Insomma, è scontro di visioni tra i due partiti e senza esclusione di colpi. Pittoni, infatti, continua "Grim lasci decidere chi ne ha titolo se la nostra riforma è in linea con Costituzione italiana e normativa europea. A Roma si è fermata semplicemente perché nello stesso mese del 2010 in cui abbiamo consegnato la bozza definitiva al ministro Gelmini, Fini ha fatto l’operazione che ci ha tolto i numeri necessari alla Camera, bloccando di fatto tutte le riforme. E l’unico punto su cui sussisteva il dubbio di costituzionalità era la ‘residenza’, che abbiamo prontamente sostituito con il ‘domicilio professionale’, previsto dalle norme europee già recepite dall’Italia".

"Ricordo infine – conclude Pittoni – che anche il ‘riconoscimento del punteggio per garantire la continuità didattica dei docenti’, che la Grim ora promuove e per il quale mi
sono battuto a Roma, è stato definito dalla allora responsabile scuola del Pd Puglisi, anticostituzionale".

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