Precari storici sono un vero insulto alla Costituzione. Lettera

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Inviato da Licia Valente – Il nostro Stato si fonda sul Lavoro. Da anni noi precari siamo assunti e poi licenziati, in barba a qualsiasi normale prassi sui contratti a termine, e ai titoli di esperienza che possiamo vantare, questa è la questione che giustifica la richiesta di stabilizzazione.

1. Esiste una sentenza del Corte Europea 26/11/2014 che ingiugne all’Italia di sanare il precariato storico della storia e sanziona lo Stato per iniquo trattamento dei lavoratori

2. Se lo stato da dieci anni mi affida classi di ogni ordine e grado e mi permettere di valutare, promuovere e bocciare, per mettere ora in dubbio la mia professionalità, lo Stato è uno sfruttatore, sulla pelle dei ragazzi

3. Se lo stato ritiene di valutare la mia attitudine professionale con 6 quesiti aperti su “teorie metodologico-didattiche” e non già sul mio curriculum o sulle numerose lettere di endorsement dei miei reali datori di lavoro (gli studenti) che certificano negli anni la mia spiccata capacità professionale, allora lo Stato è un pessimo selezionatore del personale.

4. Se lo Stato afferma di volere così selezionare i realmente meritevoli per salvare la scuola senza prevedere un test psico-attitudinale in entrata e regolare negli anni (per tutti anche per chi è in ruolo e magari fa danni, impunito) e, soprattutto per gli insegnanti di lingue, senza una verifica delle competenze orali sulla materia, allora lo Stato mente quando dice di volere avere solo meritevoli e vocati in cattedra.

5. Chi ritiene che i problemi della scuola siano risolti da questi concorsi e non già da una seria e responsabile selezione, forse non sa delle scuole che chiudono per carenza di personale, di GPS che non funzionano, di cattedre da anni vacanti che nessuno anche se disponibile può occupare, di classi che cadono a pezzi, di lim da sempre rotte, di classi pollaio a fronte di un’ascesa esponenziale e unica in Europa di DSA e BES.

Si dovrebbe invocare piuttosto uno Stato capace di agire umanamente e il linea di giustizia, facendosi carico delle sue storiche responsabilità, non ignorando (ancora una volta!) diritti reali di una categoria eletta a capro espiatorio di turno, senza reali autorevoli criteri risolutivi, che considerino i problemi generali e storici del sistema.

Fare della stabilizzazione dei precari l’insulto alla costituzione è un falso ideologico: l’esistenza di precari storici è il vero insulto alla Costituzione, insieme a quella di pessimi professionisti, regolarmente in ruolo, che da anni lo Stato lascia agire impuniti, perché forti, spesso, della vittoria a un concorso.

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