Precari STEM contro il nuovo concorso: “I docenti ci sono già. Costretti a passare al sostegno per non essere disoccupati”

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Il nuovo concorso per le discipline STEM non sembra raccogliere molti favori, né fra i sindacati né tantomeno fra i tantissimi precari che da anni insegnano queste discipline in attesa di una stabilizzazione. E quest’anno, per non rischiare di perdere l’occasione di un contratto, hanno dovuto scegliere di passare al sostegno.

Il prossimo concorso docenti STEM è stato al centro dell’informativa fra Ministero e sindacati nei giorni scorsi. Dopo le critiche delle sigle sindacali, il decreto che vede la procedura ordinaria per circa 6000 posti è stato inviato al CSPI. A giorni si attende dunque il parere.

Durante l’estate è stato svolto il concorso per le classi di concorso A20 Fisica, A26 Matematica, A27 Matematica e fisica,  A28 matematica e Scienze, A41 Scienze e tecnologie informatiche. Hanno partecipato esclusivamente i docenti che, per quelle classi di concorso, avevano presentato domanda entro il 31 luglio 2020.

Al nuovo bando STEM potranno partecipare anche docenti che nel frattempo possono vantare i titoli per la partecipazione.

Precari Stem: i docenti ci sono già. Costretti a passare al sostegno

Ma il coordinamento precari STEM ritiene “il secondo Concorso STEM, dopo il fallimento di quello avviato a luglio e in molte regioni non ancora terminato”,  “l’ennesimo pasticcio politico che ghettizza chi ha la “colpa” di non aver avuto la possibilità di abilitarsi. È dal 2014 che non esiste in Italia un percorso formativo abilitante: si penalizzano con concorsi aperti a tutti proprio i lavoratori precari che in questi anni hanno consentito il corretto funzionamento della scuola pubblica“.

Quando si dice che non ci sono docenti STEM si afferma il falso!”, tuonano gli insegnanti precari. “L’algoritmo predisposto per l’assunzione a tempo determinato da GPS ha tagliato le gambe ai precari, che non avendo la possibilità di conoscere in tempo utile la disponibilità di posti su materia nelle varie scuole, si sono ritrovati a valutare, per la prima volta e giocoforza, il Sostegno“.

Infatti, fa notare il coordinamento precari STEM, “le cattedre STEM non sono state rese note in fase di scelta per le supplenze proprio per riservarle ai vincitori del concorso di luglio e così, chi aveva un buon punteggio, per non rischiare la disoccupazione, in assenza di trasparenza ha accettato un contratto sul sostegno. Abbandonando, dopo anni l’insegnamento su materia STEM.”

Per tale motivo la richiesta è la stessa che vale per tutti gli altri precari: una fase transitoria per stabilizzare i supplenti cronici.

Fase transitoria che, in base alle ultime informazioni, potrebbe anche entrare nelle prossime settimane all’interno della riforma del reclutamento targata Patrizio Bianchi.

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