Precari, sfuma anche il bonus 200 euro: “Siamo l’ultima ruota del carro ma le scuole funzionano grazie a noi”

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Essere precario è veramente pesante nella scuola italiana. Lo sottolineano i tantissimi commenti degli utenti sulla pagina Facebook di Orizzonte Scuola, che sono intervenuti in merito al bonus 200 euro una tantum, elargito per i dipendenti pubblici, anche della scuola, che però vede l’esclusione dei lavoratori precari. 

I supplenti mostrano la propria amarezza, in quanto si era aperta una strada con un emendamento del M5S di poter riservare il bonus anche per chi ha un contratto a tempo determinato. Ma l’emendamento al Decreto Aiuti presentato dal Movimento Cinque Stelle è stato bocciato durante l’esame del provvedimento presso la Commissione Bilancio della Camera.

La rabbia sui social dei precari non si è fatta attendere e a tal proposito abbiamo raccolto alcuni dei commenti più significativi:

Se si pensa che i precari sono quelli che permettono a tutte le scuole di rimanere aperte e funzionare regolarmente, questa stortura sembra un’autentica beffa. Viviamo in un Paese al contrario e siamo governati da una massa di ciucci…“; “Parliamo anche della carta docente e della vergognosa riforma del reclutamento“.

Gli aiuti sono sempre per la minoranza a tempo indeterminato, così spendono meno e si fanno propaganda. Non vengono mai elargiti ai precari che avrebbero bisogno di qualche incentivo, oltre alla puntualità del pagamento“; “Quando si deve pagare noi precari contribuiamo come quelli a tempo indeterminato… Quando dobbiamo ricevere siamo discriminati!!! Nessuna tutela…

E ancora: “Ma se nemmeno ci pagano gli stipendi che ci spettano di diritto figurati se ci danno un bonus…..ma per favore è vergognoso stare da 2 mesi senza stipendio …..ho finito da quasi un mese e ancora nn vedo i contratti caricati e da più di una settimana che chiamo la segreteria della scuola e mando mail senza ricevere alcuna risposta…..

Non solo non abbiamo carta docente, adesso anche questo, è vergognoso! Però libri, PC per lavorare e materiali di cancelleria nessuno ce lo dà“;

Un lettore riflette in questo modo: “Abbiamo il dovere di istruire, formare, ispirare le nuove generazioni; siamo i tappabuchi che devono formarsi a loro spese. In compenso non abbiamo diritto alle ferie, ad un accantonamento pensionistico dignitoso, ad un concorso pubblico che valuti le nostre effettive capacità. Siamo bestie da ammaestrare, carne da macello. È un altro schiaffo alla scuola pubblica, nel silenzio generale“.

Molte scuole di ogni ordine e grado si reggono sui precari….questo vale sia per il personale ATA che per i docenti… Poi quando si tratta di diritti esclusi a priori….. Cosa si insegna agli alunni se gli esempi nella vita reale sono questi?

I precari non vengono mai considerati. Siamo sempre l’ultima ruota del carro“;

Esclusi, dunque, tutti i docenti e Ata non di ruolo con incarico che termina il 30 giugno 2022. Si tratta di lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero dello 0,80% nel primo quadrimestre dell’anno in corso ma che, non avendo una “retribuzione” nel mese di luglio (condizione prevista dal Decreto Aiuti), in quanto non più in servizio, non potranno ricevere direttamente l’indennità dall’istituto scolastico.

Per i lavoratori della scuola in ruolo, invece, il bonus arriverà a luglio e non dovrà essere prodotta alcuna domanda.

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