Precari, sentenza UE: no risarcimento ma assunzioni con scorrimento graduatorie. Commento dell’Avv. Miceli

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E’ di oggi la notizia del pronunciamento della Corte di Giustizia UE sulla cosiddetta “causa Rossato”. Dall’Europa giunge il no per il risarcimento ma anche una importante precisazione sulle assunzioni. 

Fabio Rossato era un insegnante supplente con contratti ininterrotti dal dal 2003 al 2015 e poi assunto in ruolo nel 2015, che aveva chiesto il risarcimento per la reiterazione di contratti a termine.

La sua storia e la sua richiesta erano da tempo all’attenzione dei Giudici europei.

Commentiamo la sentenza con l’ausilio dell’Avv. Walter Miceli del Foro di Palermo, che ci spiega

“La Corte di Giustizia Europea, nel negare un risarcimento del danno che possa cumularsi alla sanzione della stabilizzazione, ha però ribadito che il legislatore nazionale – al fine di prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo a contratti di lavoro a tempo determinato – deve adottare un piano straordinario di assunzioni che preveda la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato con docenti «precari», attraverso il progressivo e definitivo esaurimento delle graduatorie e degli elenchi dai quali l’amministrazione attinge per l’assunzione di docenti a tempo determinato.

In pratica, la CGUE ha detto in modo chiaro che i docenti possono essere legittimamente utilizzati con contratti a termine su posti vacanti e disponibili soltanto se – come contropartita rispetto a tale condizione di precarietà – l’incarico provvisorio consente di maturare punteggio di servizio utile per scalare le graduatorie da cui si attinge per l’assunzione a tempo indeterminato.

Più supplenze su posti vacanti e disponibili non disposte nella prospettiva dell’assunzione a tempo indeterminato per scorrimento delle graduatorie, viceversa, si porrebbero in insanabile antinomia con la clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva del Consiglio 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE.

Detto in parole più semplici, nella legislazione italiana esiste un solo strumento per prevenire l’abuso dei contratti a termine nel comparto scolastico: il meccanismo di scorrimento delle graduatorie per titoli e servizio utilizzabili ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato; meccanismo dal quale, tuttavia, sono stati esclusi tutti gli insegnanti non inseriti nelle GaE!

La decisione della CGUE, dunque, depone in modo inequivocabile in favore della riapertura delle GaE.

Qui di seguito il brano della sentenza da cui è possibile trarre queste conclusioni:

Nel caso di specie, risulta dal fascicolo agli atti della Corte che il legislatore nazionale, al fine di garantire la transizione verso un nuovo sistema comportante misure destinate a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo a contratti di lavoro a tempo determinato, ha adottato un piano straordinario di assunzioni che prevede la trasformazione, nel corso dell’anno scolastico 2015/2016, di tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato con docenti «precari», attraverso il progressivo e definitivo esaurimento delle graduatorie e degli elenchi dai quali l’amministrazione attingeva per l’assunzione di docenti a tempo determinato.

(…) una normativa recante una norma imperativa ai sensi della quale, in caso di ricorso abusivo a contratti di lavoro a tempo determinato, questi ultimi sono trasformati in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è tale da costituire una misura che sanziona in modo efficace un abuso di questo tipo (v., in particolare, sentenza del 3 luglio 2014, Fiamingo e a., C 362/13, C 363/13 e C 407/13, EU:C:2014:2044, punto 70 e giurisprudenza ivi citata) e, quindi, da soddisfare i criteri ricordati ai punti 27 e 28 della presente sentenza).”

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