Precari scuola: riconoscimento pieno per retribuzione, pensione e TFR del servizio pre-ruolo

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Nell’interrogazione parlamentare presentata alla Commissione Istruzione alla Camera, i deputati 5 Stelle Brugherotto e D’Inca chiedono al governo e al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini il riconoscimento pieno del pre-ruolo degli insegnanti precari ai fini della retribuzione, della pensione e del TFR.

Nell’interrogazione parlamentare presentata alla Commissione Istruzione alla Camera, i deputati 5 Stelle Brugherotto e D’Inca chiedono al governo e al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini il riconoscimento pieno del pre-ruolo degli insegnanti precari ai fini della retribuzione, della pensione e del TFR.

L’articolo 485 del dl 297/1994 che prevede, al momento dell’immissione in ruolo nell’atto della ricostruzione della carriera il riconoscimento ai fini giuridici ed economici del servizio pre-ruolo per i primi 4 anni per intero, per gli anni successivi nella misura dei due terzi, ai soli fini economici il rimanente terzo.

Tale articolo, però, va a cozzare contro la direttiva comunitaria 1999/70/CE, la quale prescrive la non discriminazione del lavoro precario, grazie a questa direttiva, infatti, molto spesso i tribunali hanno condannato il MIUR a riconoscere gli aumenti retributivi legati all’anzianità di servizio e ad effettuare una nuova ricostruzione di carriera per i ricorrenti.




Secondo tali sentenze, infatti, non esiste un motivo di fondo che porti a discriminare il lavoro a tempo determinato prestato prima dell’immissione in ruolo riconoscendone solo parzialmente il valore ai fini retributivi, pensionistici e di TFR: le modalità di svolgimento delle attività lavorative in pre-ruolo, infatti, non si differenziano in nulla, seconda la corte, da quelle svolte una volta ottenuto il ruolo.

Le sentenze a tal riguardo, dei diversi tribunali, però, non valgono erga omnes ma solo per i ricorrenti. Per chi, quindi, vuole vedere riconosciuto per intero il servizio pre-ruolo prestato, al momento l’unica strada sembra quella del ricorso poiché sia la giurisprudenza nazionale che quella comunitaria hanno riconosciuto, in base al principio di non discriminazione, che i precari della scuola non possono ricevere un trattamento diverso rispetto ai colleghi a tempi indeterminato, proprio per questo motivo tale diritto potrebbe essere riconosciuto, molto probabilmente, in tribunale.

I deputati 5 Stelle chiedono, quindi , quali misure il governo voglia adottare per riconoscere pienamente il pre ruolo ai neo immessi in ruolo per la ricostruzione della carriera.

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