Precari scuola. Due terzi degli abilitati non saranno stabilizzati e non abilitati III fascia sono in un limbo. Pittoni (Lega), continua silenzio Ministro

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«La scuola domani scende in piazza principalmente per il rinnovo del contratto, ma per decine di migliaia di docenti precari il problema è più serio, riguardando la loro stessa “sopravvivenza” come insegnanti». Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord.

«La scuola domani scende in piazza principalmente per il rinnovo del contratto, ma per decine di migliaia di docenti precari il problema è più serio, riguardando la loro stessa “sopravvivenza” come insegnanti». Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord.

«Due terzi degli attuali precari di seconda fascia d'istituto – spiega Pittoni – non verranno stabilizzati col concorso e rischiano di restare vittima del comma 131 della legge 107/2015 (i cui termini attuativi, peraltro, sono ancora da chiarire), il quale stabilisce che “a decorrere dal 1° settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato… non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”, negando oltre un certo limite la possibilità di insegnare anche a tempo determinato, pur avendo maturato chissà quanti anni di esperienza che a questo punto rischia di andare dispersa.

Stessa sorte attende i docenti precari di terza fascia, attualmente confinati in un “limbo“ lavorativo senza la possibilità concreta di abilitarsi.

Verranno anche loro spazzati via dal limite dei 36 mesi, pur svolgendo un servizio identico per mansioni e responsabilità a quello dei colleghi di ruolo. Si profila in sostanza una nuova emergenza sociale, gli esodati della scuola, che il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini non può ignorare.

Da qui – conclude Pittoni – la nostra decisione di elaborare una serie di interrogazioni, ordini del giorno e mozioni da presentare sia in Parlamento che nei consigli regionali per costringere il ministro a pronunciarsi sulla questione».

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