Precari scuola, cosa pensa Mattarella di quanto accaduto al Senato? Lettera

di redazione
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Bastianina Ligios – Egregio Presidente Mattarella, sono un’insegnante. Le scrivo per sottoporre alla Sua attenzione quanto accaduto ieri nell’aula del Senato della Repubblica.

Mi rivolgo a Lei perché ritengo la Sua una delle poche figure politiche che ancora, in questo sfortunato Paese, riesce a mantenere autorevolezza e credibilità.

Le scrivo per domandarLe: è accettabile che i signori Senatori “sbaglino” votando un emendamento che riguarda migliaia di docenti precari?

È possibile che si debba avere notizia di un tale “errore”solo leggendo un post dal profilo personale di un Senatore su un Social Network?

È possibile e accettabile che i signori Senatori della Repubblica, così lautamente remunerati, si concedano il lusso di distrarsi a tal punto da non essere consapevoli di cosa votano e come, e di non sentirsene responsabili?

Le pongo questi quesiti da umile maestra della scuola dell’infanzia e primaria, fiera appartenente ad una categoria, quella dei docenti, che per poco più di mille euro al mese (che non sempre vengono accreditati puntualmente) di distrazione, in classe, ogni giorno, non può permettersene alcuna.

Come Lei certamente ben sa, noi insegnanti italiani, sulle cui spalle gravano l’onore e l’onere della responsabilità dell’istruzione e dell’educazione delle future generazioni, siamo tra i meno tutelati e fra i più mal pagati rispetto ai nostri colleghi europei.

Chiedo a Lei Presidente di fare quanto in suo potere affinché lo Stato, che ad oggi si mostra non in grado di offrirci tutela e un’equa retribuzione, possa perlomeno portarci un po’ più di rispetto.

Nella speranza che Lei voglia e possa prestare qualche minuto del Suo tempo alle mie parole, la ringrazio e la saluto.

Con stima
Una maestra.

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