Precari scuola: congelare Legge 159/2019 e relativi bandi concorsi

di redazione

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Coordinamento Nazionale Precari Scuola – Al Governo della Repubblica Italiana, Al Ministro per l’Istruzione On.le Lucia Azzolina, Alle Organizzazioni Sindacali Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal, GILDA Unams e loro delegati.

Oltre 15000 lavoratori della scuola hanno aderito allo sciopero del 14 febbraio 2020 per contestare l’operato del Ministro Azzolina e manifestare la propria insoddisfazione rispetto a tutte le misure contenute nel Decreto Scuola 2019 (oggi Legge n. 159/2019).

Chiediamo di congelare immediatamente la Legge n. 159/2019 e relativi bandi perché inadatta a rispondere all’emergenza del precariato nella scuola pubblica.

Contestiamo la modalità scelta per le prove. Il test a risposta multipla non è il metodo adeguato per valutare la competenza dei docenti nella loro funzione di trasmissione del sapere ed educazione delle nuove generazioni. Inoltre la suddetta prova non è conforme alla Direttiva n. 3/2018 “Linee guida sulle procedure concorsuali”.

Contestiamo l’esclusione di un’intera categoria di lavoratori dalle procedure di stabilizzazione. I docenti precari con servizio esclusivo sul sostegno in assenza di specializzazione sono infatti esclusi dalla procedura di reclutamento sia per i posti di sostegno che per i posti comuni.

Contestiamo il criterio con il quale viene valutato il servizio. Un anno di servizio su posto comune ha lo stesso valore di una risposta corretta ad una delle 80 domande del quiz. Al servizio prestato su posto di sostegno si ritiene addirittura di attribuire valore zero e la figura del docente precario viene mortificata e svalutata. Un anno di lavoro, di esperienza e di responsabilità non può essere svalutato in questo modo.

Contestiamo l’insufficienza del numero dei posti messi a bando a causa del rigonfiamento artificioso dell’organico di fatto e la scelta di bandire i concorsi solo in alcune regioni ed in alcune classi di concorso. Questo crea disparità di trattamento tra lavoratori ed esclude una porzione importante di docenti precari per ragioni legate al territorio e non al merito.

Sottolineiamo la necessità di un piano di assunzioni programmate su base provinciale, su tutto il territorio nazionale, e contestiamo le misure parziali e discriminatorie contenute nella Legge n. 159/2019.

Contestiamo l’operato del Ministro riguardo il V Ciclo del TFA Sostegno. I docenti precari con servizio esclusivo su posto di sostegno, oltre ad essere tenuti fuori da tutte le procedure di reclutamento, non possono accedere nemmeno al corso di specializzazione se non in possesso dei 24 cfu. In tal modo si rende impossibile il loro accesso al ruolo.

Evidenziamo inoltre che il numero dei posti messi a bando per il TFA V Ciclo è insufficiente rispetto al fabbisogno di docenti specializzati e che la loro distribuzione regionale non corrisponde affatto a quella delle cattedre vacanti.

Contestiamo e consideriamo inaccettabile l’atteggiamento sprezzante e denigratorio assunto dal Ministro nei confronti dei lavoratori e degli stessi sindacati firmatari. Un Ministro chiaramente inadeguato a dare risposte alle esigenze del sistema scolastico e a quelle dei lavoratori del comparto scuola e istruzione.

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