Precari scuola: altre vittorie e risarcimenti per i ricorrenti dell’UGL Scuola Bari

Di Lalla
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UGL Scuola Bari – Ancora sentenze positive per i precari della scuola con almeno 36 mesi di servizio: risarcimenti, conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato e scatti stipendiali, questo quanto disposto dal Tribunale del Lavoro di Trani a firma del dott. Massimo Brudaglio. Intanto il Ministero dell’Istruzione liquida dopo pochi mesi dalle prime sentenze risarcimenti per migliaia di euro.

UGL Scuola Bari – Ancora sentenze positive per i precari della scuola con almeno 36 mesi di servizio: risarcimenti, conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato e scatti stipendiali, questo quanto disposto dal Tribunale del Lavoro di Trani a firma del dott. Massimo Brudaglio. Intanto il Ministero dell’Istruzione liquida dopo pochi mesi dalle prime sentenze risarcimenti per migliaia di euro.

La battaglia giudiziaria iniziata poco più di un anno fa dall’UGL Scuola Bari continua a produrre frutti a favore dei precari della scuola, in questo caso di quattro lavoratori della provincia Bat che con le sentenze n°1545/2012, 1549/2012, 2294/2012 e 2295/2012 del Tribunale del Lavoro di Trani si sono visti riconoscere il diritto alla conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a indeterminato, in ossequio alla normativa europea che prevede stabilizzazione e scatti stipendiali dopo 36 mesi di servizio.

Si tratta di due docenti, un collaboratore scolastico ed un assistente amministrativo, tutti operanti nella provincia Bat, che si vanno ad aggiungere alla già nutrita schiera di ricorrenti vittoriosi – sostiene Rossano Sasso, segretario provinciale dell’Ugl Scuola Bari e promotore dei ricorsi – e che adesso attendono l’esecuzione di quanto previsto nei dispositivi delle sentenze”.

Intanto, ed è notizia di questi giorni, secondo l’avv. Graziangela Berloco che insieme ai colleghi Sergio Adamo, Salvatore Grisorio e Marilena Plotino sta patrocinando i ricorrenti UGL “gli uffici competenti del Ministero dell’Istruzione e della Ragioneria Territoriale dello Stato stanno provvedendo a liquidare i primi risarcimenti e scatti stipendiali, cifre alle quali si aggiungono le spese legali e che giorno dopo giorno assumono proporzioni inimmaginabili.

La questione dei precari non va risolta nelle aule di giustizia, ma è una questione politica– sostiene Sasso – più passa il tempo senza una soluzione normativa, più aumentano le risorse che il Miur deve spendere per pagare risarcimenti e arretrati, per pagare debiti nei confronti dei precari Italiani che sono stati per troppo tempo discriminati

“Se su questa vicenda il governo decidesse di intervenire con una legge chiara e con regole certe, cercando magari di rispettare anche le direttive europee in modo da ridurre il contenzioso e le procedure di infrazione senza dubbio incontrerebbe il nostro consenso, e soprattutto porrebbe fine ad uno stillicidio continuo ed impietoso nei confronti delle casse dello Stato”.

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