Precari, restano senza abilitazione: niente da fare con il sostegni bis. Ma Lega e Fratelli d’Italia non mollano e preparano la strada ai percorsi abilitanti

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Niente da fare per l’abilitazione ai precari di seconda fascia: il decreto sostegni bis non prevede alcuna novità per quanto attiene la questione, lasciando ancora una volta i docenti senza la possibilità di potersi abilitare. Ma la partita potrebbe riaprirsi a breve: Lega e Fratelli d’Italia prevedono di intervenire per far partire dei percorsi abilitanti. Anche i sindacati puntano sull’abilitazione come previsto dal Patto per l’istruzione.

Il problema legato all’abilitazione dei precari è legato a doppio filo alle immissioni in ruolo. E il decreto sostegni bis  ha confermato in effetti il tutto, dato che prevede l’assunzione straordinaria dei precari di prima fascia GPS, ovvero coloro i quali sono in possesso dell’abilitazione, lasciando fuori i colleghi di seconda fascia. Peccato che questi docenti non hanno la possibilità di abilitarsi perché lo Stato non attiva percorsi di abilitazione da 8 anni. Senza contare che il concorso straordinario per l’abilitazione non è mai partito.

Ecco allora che le forze politiche preparano battaglia: Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura al Senato, annuncia che presto presenterà la proposta formale per attivare tali percorsi: “La proposta di norma (da inserire nel primo decreto “utile”, cioè dove non venga dichiarata inammissibile. Il Sostegni bis per esempio non era utilizzabile) è pronta. Ne ho già parlato col ministro Bianchi e col fronte sindacale. Tutti si sono detti disponibili a dare una mano“.

Anche l’opposizione pensa all’abilitazione per i precari. Fratelli d’Italia ha già presentato un ODG alla Camera, approvato proprio giovedì 15 luglio: “Oggi la Camera ha accolto il mio ODG che impegna il Governo a valutare l’opportunità di prevedere, nel primo provvedimento utile, l’avvio di percorsi di formazione e specializzazione finalizzati al rilascio dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, riservato ai docenti  con pregressa esperienza di servizio di almeno 3 anni anche non continuativi nelle scuole del sistema pubblico italiano di istruzione e formazione e che siano in possesso di idoneo titolo di studio“, scrive la responsabile scuola di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo. 

Si tratta dell’unica soluzione seria per parlare di stabilizzazione ed eliminare finalmente il precariato nella scuola che ha raggiunto livelli abnormi. Adesso aspettiamo che il Governo proceda nel rispettare gli impegni assunti!“, prosegue la deputata.

Come dicevamo, sul fronte sindacale la questione riveste la massima urgenza: “La richiesta di percorsi abilitanti a regime, senza selezione in ingresso per chi ha 3 anni di servizio e i docenti ingabbiati è, e resta, una nostra battaglia fondamentale. La FLC crede fermamente che serva una formazione in ingresso abilitante per i docenti della secondaria e che questa formazione debba esser fatta in collaborazione tra scuola e università”, ha detto Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil nel corso ad una intervista ad Orizzonte Scuola.

Anche la Gilda, di recente ha messo il tema dell’abilitazione come prioritario, specialmente allo scopo di razionalizzare un sistema che vede il ricorso ai paesi esteri per ottenere un titolo: “sarebbe opportuno  che si riuscisse ad assimilare quanto più possibile i percorsi abilitativi che oggi sono estremamente differenti, provocando in qualche caso la migrazione verso i Paesi dove sono più brevi e semplici“. “Se vogliamo davvero essere sempre più europei – conclude il coordinatore nazionale della Gilda Rino Di Meglio – è necessario che i governi affrontino anche questa problematiche”.

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