Precari, non siete 200 mila, non siete neppure precari e siete fannulloni. Parola di Brunetta

di redazione
ipsef

dp – Brunetta avrà avuto un pizzico di invidia nei confronti della Gelmini, perchè il ministro dell’istruzione è riuscita in una impresa nella quale il ministro della funzione pubblica ha fallito: un godereccio licenziamento di massa dalla pubblica amministrazione.

dp – Brunetta avrà avuto un pizzico di invidia nei confronti della Gelmini, perchè il ministro dell’istruzione è riuscita in una impresa nella quale il ministro della funzione pubblica ha fallito: un godereccio licenziamento di massa dalla pubblica amministrazione.

Hanno fatto discutere, questo era l’intento dopo un periodo di sordina mediatica, le affermazioni del ministro Brunetta sui precari della scuola pronunciate durante  la "Summer School 2010" organizzata dalla fondazione Magna Charta . Secondo quanto riferito dalla agenzia stampa ADNKRONOS, il ministro ha affermato che "Non sono 200mila, non sono precari ed e’ troppo comodo leggere i titoli dei giornali e su quelli imbastire un discorso" .

Ha poi continuato: "Abbiamo un corpo insegnante forse tra i piu’ pletorici generosi dei paesi industrializzati, le performance della scuola non sono le migliori, il livello di apprendimento dei nostri scolari non e’ paragonabile a quello degli altri paesi. Il sistema costa tanto e rende poco. Non e’ neanche vero che gli insegnanti sono pagati poco, perche’ in altri paesi guadagnano di piu’ perche’ lavorano di piu’". Fannulloni che non siete altro.

Alle affermazioni del ministro sono seguite varie reazioni, ovviamente. Ad esempio Rino Di Meglio, segretario della FGU ex Gilda, consiglia al ministro di dedicarsi meno ai giochi d’azzardo e non "dare i numeri del lotto" in quanto "i precari della scuola ai quali l’anno scorso è stata assegnata una cattedra tutto l’anno scolastico sono 130 mila"

Inoltre, ricorda il segretario, "I dati Ocse parlano chiaro: i docenti italiani sono pagati meno anche dopo aver raggiunto l´anzianità di servizio. Un maestro di scuola elementare che inizia con 26 mila dollari non supererà i 38 mila (media Ocse 48 mila), un professore di scuola media parte da 28mila per arrivare a un massimo di 42mila (51mila Ocse), mentre un docente di liceo a fine carriera arriva a 44mila (55mila Ocse).  E anche sul fronte degli investimenti – ricorda Di Meglio – l´Italia è agli ultimi posti, con una spesa pari ad appena il 4,5% del Pil, contro una media europea del 5,7%. Dietro di noi, tra i paesi industrializzati, c´è soltanto la Slovacchia. Persino il Brasile, con il 5,2% e l´Estonia con il 5%, spendono di più. E non crediamo affatto che i nostri docenti siano i peggiori in Europa"

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione