Precari, si apre uno spiraglio per la fase transitoria: ipotesi assunzione per titoli e servizio e percorsi abilitanti

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Forse si apre uno spiraglio per la fase transitoria del reclutamento dei precari. Se così fosse si troverebbero le modalità per stabilizzare migliaia e migliaia di insegnanti precari, da anni costretti a non poter essere assunti in ruolo e per di più senza la possibilità di ottenere l’abilitazione.

In base a quanto raccolto da Orizzonte Scuola, fonti parlamentari hanno spiegato che nel pomeriggio del 9 novembre le forze politiche della maggioranza della settima commissione, cultura e istruzione, si sono ritrovate in una riunione con i vertici del Ministero dell’Istruzione e dell’Università.

A quanto pare, nel corso dell’incontro, si è discusso dell’ipotesi della fase transitoria del reclutamento. Gli esponenti politici avrebbero in effetti convenuto sulla necessità di aprire un dialogo sulla questione, dato che vede il favore, da sempre, delle forze di maggioranza di Lega e Fratelli d’Italia, oltre ad alcuni esponenti del PD. E l’intero appoggio dei sindacati della scuola.

La Lega, con il senatore Mario Pittoni, da molto tempo porta avanti la battaglia per il ritorno al doppio canale di reclutamento, alla base del suo disegno di legge 1920, che prevede, appunto, un’assunzione per titoli e servizio dei precari con almeno tre anni di servizio da affiancare ai concorsi ordinari destinati ai nuovi laureati.

Attualmente, il responsabile scuola del Carroccio sta portando avanti parallelamente il tema dell‘abilitazione tramite PAS, altro strumento indispensabile secondo il senatore per eliminare il precariato cronico a scuola.

Sul fronte opposizione anche Fratelli d’Italia converge verso una soluzione simile: “La scuola – spiegano le parlamentari Bucalo e Frassinetti – registra un paradosso di termini nell’accostare al sostantivo ‘docenti’ due aggettivi antitetici: ‘precari’ e ‘storici’. Se infatti la precarietà implica una condizione di instabilità temporanea, la storicità ne implica una radicata nel tempo. In Italia, invece, abbiamo questa strana ‘figura’: il ‘docente precario storico’. Un evidente paradosso che il ministro Bianchi pare voler mantenere”.

E ancora: “da sempre Fratelli d’Italia sostiene che la soluzione vera per eliminare il precariato è quella di prevedere, in questa fase di emergenza sanitaria, la stabilizzazione attraverso concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che hanno un’esperienza lavorativa di almeno trentasei mesi di servizio e soprattutto prevedere subito percorsi di formazione abilitanti, utili ad accedere al ruolo ai tanti precari che da anni aspettano di potersi abilitare”.

Sindacati

Contrari ad una fase ordinaria per assorbire i supplenti storici anche le organizzazioni sindacali che chiedono urgentemente l’apertura del tavolo sul reclutamento annunciato ma mai attivato.

Per i sindacati, come la Uil Scuola, ad esempio, “la scuola non ha alcun bisogno di concorsi di abilità. Per questo continueremo a rivendicare una soluzione transitoria che accompagni la situazione a regime, tutta ancora da definire: la soluzione al problema del precariato resta un nuovo sistema di reclutamento a regime che preveda formazione ed attività di tutoraggio e che preveda, in una fase transitoria la stabilizzazione, con concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che vantano un’esperienza lavorativa di almeno trentasei mesi con assunzioni a tempo indeterminato”, ha detto Pino Turi, il segretario generale.

Anziché andare ad introdurre l’ennesimo cambio dei titoli indispensabili per l’accesso ai concorsi pubblici – dice Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief – riteniamo che sarebbe molto più utile e coerente andare a reintrodurre il doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia, senza imporre quei limiti gratuiti per le inclusioni nelle graduatorie che i governanti della scuola hanno voluti a tutti i costi salvo ora doversi ricredere e cercare una soluzione alternativa. Solo in questo modo potremmo rispondere positivamente a quanto ci chiede l’Unione europea da anni, anche per non incorrere in multe pesanti per l’abuso reiterato di precariato: la logica è quella di arrivare a stabilizzare, a titolo definitivo, tutti coloro che hanno dimostrato sul campo di potere svolgere il mestiere dell’insegnante”.

Insomma, prima di approntare nuove regole per nuovi concorsi ordinari, sarebbe il caso di capire come stabilizzare il precariato, secondo questo fronte.

Il Ministro Bianchi pensa alla riforma del reclutamento, previsto anche dal Pnrr, per tracciare la strada a chi nei prossimi anni vorrà intraprendere la carriera dell’insegnante. Ma fino ad oggi non ha parlato di come risolvere la questione presente del precariato. La stessa parola “scomparsa” dai giornali, come riferì lo stesso Ministro poco tempo fa.

A proposito di precariato: non si hanno notizie in merito al nuovo concorso straordinario per la secondaria previsto dal decreto sostegni bis. Nei giorni scorsi si sono svolte informative sui concorsi ordinari già banditi nel 2020 e il concorso STEM. Ma nessun riferimento alla procedura che dovrebbe riguardare circa 15 mila posti. Anzi, nella bozza del concorso STEM è presente un riferimento che ha destato sospetti ai sindacati: a quanto pare il Ministero vorrebbe destinare l’intero contingente residuo previsto dal decreto sostegni bis al concorso STEM. Facendo così, tuttavia, si andrebbe in contrasto con quanto previsto dalla legge, ovvero procedendo in tal senso si andrebbero a “rubare” posti al nuovo concorso straordinario per i precari con tre anni di servizio.

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