Precari in piazza contro il concorso straordinario: “Rimandare la prova…a mai più”

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Considerato che ormai, per l’anno in corso “non porterebbe alcun beneficio, sarebbe bene spostare il concorso straordinario per i docenti delle scuole secondarie”. Anzi, “per noi l’ideale sarebbe che il bando (per assegnare le cattedre, ndr) fosse cambiato direttamente” e impostato “in maniera diversa”.

A dirlo è Susi Bagni, segretaria generale della Flc-Cgil di Bologna, in presidio sotto alla Prefettura di Bologna, insieme a Cisl e Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda, per chiedere la stabilizzazione del lavoro precario degli insegnanti e protestare contro le modalità di svolgimento in presenza del concorso straordinario, in programma dal 22 ottobre al 16 novembre in tutta Italia.

“Noi vorremmo che ci fosse un percorso continuo, così chi ha una cattedra porti avanti il ruolo per tre anni e venga valutato durante il suo percorso di insegnamento, così per dare continuità anche ai ragazzi”, spiega Bagni, criticando sia le modalità del concorso in sé, sia l’eccezionalità della situazione in cui si inserisce quest’anno, in piena emergenza coronavirus.

Ormai la scuola è iniziata e “molti precari stanno lavorando per tenerla aperta nonostante le tantissime problematiche che ci sono ora” ma molti “chiedono permessi per studiare sperando di ottenere un posto in graduatoria al concorso”. Altro tema poi è quello della modalità ‘in presenza’ scelta per lo svolgimento della prova: “Non puoi pensare di mettere in quarantena delle persone e poi non permettere loro di partecipare al concorso a distanza”, continua la sindacalista.

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