Precari immessi in ruolo dal Giudice del Lavoro

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No c'è solo la via delle graduatorie, dei concorsi e delle preghiere al santo protettore per entrare in ruolo in Italia. C'è anche la via giudiziaria.

No c'è solo la via delle graduatorie, dei concorsi e delle preghiere al santo protettore per entrare in ruolo in Italia. C'è anche la via giudiziaria.

I tribunali italiani sono pieni di precari che chiedono l'immissione in ruolo per vari motivi.

Mentre il mondo della scuola è col fiato sospeso per l'assunzione di 150mila docenti grazie ad un piano straordinario previsto della riforma Renzi e per l'imminente sentenza che giungerà il 26 di novembre 2014 da parte della Corte costituzionale europea che con molta probabilità condannerà l'Italia, i precari si rivolgono ai tribunali per bruciare le tappe.

E funziona pure. Ad esempio, a Salerno il Giudice del Lavoro ha concesso l'immissione in ruolo per un docente precario tramite procedura d'urgenza.

Non solo, a questo precario spetteranno anche i benefici derivanti da una retrodatazione del contratto con benefici stipendiali legati ai "gradoni" stipendiali, quelli che, per intenderci, Renzi vuole abolire.

Si tratta di uno di quei casi di inserimento a pettine che sconvolse le graduatorie d'Italia e che condusse ad  una battaglia legale che dura da anni.

Il problema sostanziale è che le immissioni in ruolo che il Governo si appresta a fare non potranno soddisfare certo questi precari che da anni stanno dietro ai tribunali, semplicemente perché il ruolo, dovendo essere ricoperto da anni, deve essere accompagnato da ricostruzione di carriera retrodatata e adeguamento dello stipendio. 

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