Precari III fascia, CUB: richiesta conorso riservato più che legittima

di redazione
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Comunicato CUB -Le recenti dichiarazione della senatrice Bianca Laura Granato ovvero un bel tacer non fu mai scritto.

Ascoltando l’ultimo intervento sulla situazione dei precari della scuola di terza fascia della senatrice Bianca Laura Granato* è difficile evitare una sensazione di straniamento. La domanda che, infatti, sorge spontanea è in quale paese abiti la senatrice stessa e di quale scuola parli.

Quando, infatti, la sentiamo affermare che è necessaria un selezione seria e severa del personale della scuola se si vuole avere una scuola tale da garantire una buona formazione agli alunni non possiamo che assentire anche se ci pare un’ovvietà.

Quando, però, attacca le docenti ed i docenti di terza fascia che rivendicano, sulla base di anni ed anni di servizio, un concorso riservato non possiamo che dissentire da quanto afferma.

In primo luogo, basta domandarsi chi è responsabile del fatto che vi siano docenti in questa situazione, a sentirla parrebbe che non vi sia nessuna responsabilità e che meritevoli di critiche severe siano i docenti stessi e non i governi di diverso colore che, da molti decenni, hanno condotto una politica del reclutamento che prevede il formarsi di una massa imponete di precari, pagati meno, privi dei diritti riconosciuti ai docenti di ruolo, utilizzabili a discrezione dell’amministrazione, come si diceva una volta in Francia, corvéables à merci.

Se, invece, riconosciamo come crediamo sia evidente, che è inaccettabile utilizzare per anni delle lavoratrici e dei lavoratori senza riconoscere loro, almeno, una garanzia, peraltro parziale, di stabilizzazione quale il concorso riservato, è evidente che la posizione della senatrice Granato è irricevibile.

Surreale, poi, è il rovesciare sulle spalle delle colleghe e dei colleghi la responsabilità della pletora dei ricorsi che caratterizzano la vita della scuola italiana per, almeno, due motivi, in primo luogo un ricorso può essere fatto solo se vi è un errore in una norma e l’errore in questione non è certo responsabilità dei precari, in secondo luogo , e ci sembra il fatto più rilevante, i colleghi e le colleghe utilizzano i ricorsi non perché ne sono entusiasti, fra l’altro i ricorsi comportano spese e perdite di tempo che ci eviteremmo più che volentieri, ma perché sono costretti a difendere i propri diritti sul piano legale.

La CUB Scuola Università Ricerca, di conseguenza, ritiene necessario il riconoscimento dei diritti maturati in anni di servizio dalle colleghe e dai colleghi precari di terza fascia e, a questo fine, la massima unità fra tutti i precari in questa situazione per organizzare assieme le necessarie forme di lotta.

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