Precari in fila davanti alle Università per acquisire i 24 CFU: corsi teorici inutili, meglio esami abilitanti come per gli avvocati

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Restano in fila per ore davanti alle segreterie degli atenei, per ricevere anche solo informazioni, ma per lo più perché devono iscriversi ai corsi singoli per acquisire i 24 cfu così importanti per la partecipazione al concorso a cattedra per i docenti. Parla di questo fenomeno un articolo de Il Resto del Carlino, edizione di Macerata.

Sono i precari della scuola, che non hanno però i 3 anni da 180 gg previsti dal decreto del concorso a cattedra.

Molti insegnano già e si lamentano che i corsi teorici per loro non servono, hanno già acquisito sul campo le competenze necessarie ad insegnare, qualcuno  per pochi giorni di stacco di contratto non potrà partecipare al concorso riservato.

Meglio fare corsi di aggiornamento, sottolineano o esami abilitanti come per le altre professioni.

Alcuni devono ancora laurearsi, ma si portano avanti con i crediti da acquisire, in modo da essere pronti per i prossimi concorsi, sempre che non cambi di nuovo tutto; in questo modo pagano solo 16 ore di bollo, al posto dei 500 richiesti più tasse per chi è già laureato.

Altri precari devono pagare solo per il riconoscimento dei crediti per esami già sostenuti, si arriva anche a 200 euro, ma meno male che con l’ISEE si può risparmiare qualcosa.

Intanto si attendono i decreti: il MIUR ha detto che saranno pubblicati entro il prossimo marzo; per il bando chissà, considerato che non tutte le Università stanno approntando i corsi o li finiranno a giugno.

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