Precari, figli e figliastri… Lettera


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Inviato da Annamaria Ruscitti – I docenti precari battono i piedi per terra e frignano e i sindacati li appoggiano (noi all epoca non fummo considerati), perché vogliono entrare in ruolo per grazia ricevuta o mediante un semplice quiz.

Io con anni di servizio dovetti abilitarmi con un duro TFA. Pagato l’ ira di Dio, frequentato ogni pomeriggio per un anno a 60 km da casa. Test iniziale ed esame con discussione tesi finale.

Le Gae non vennero riaperte, però e nessun sindacato se ne è indignato. Per cui ancora precaria. Feci e vinsi il durissimo concorso 2016 , due prove, la scritta 6 uda in 45 minuti più lingua comunitaria al b2.

Prova finale a estrazione argomento 24 ore prima a 40 km da casa, con discussione e presentazione power point su argomento estratto, lezione simulata colloquio finale inglese b2 e ionon concorrevo per lingue.

Mi chiedo cosa vogliano i precari attuali, che secondo me dovrebbero solo ringraziare per il dono ottenuto da sto governo e stare zitti, pena una rivolta sociale. Dal mio canto mi chiedo spesso perché invece , lo stato si accani’ contro di noi precari ante concorso 2016 e perché lo Stato faccia ” figli e figliastri”…sento colleghi precari con pretese vergognose e assurde e il bello è che al contrario nostro, questi vengono pure ascoltati ed esauditi.

Io credo valuterò ipotesi di far causa allo Stato..

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