Precari e sentenze risarcitorie, la FLCGIL teme un colpo di mano

di
ipsef

dp – Tempo di ricette per risolvere l’assalto delle sentenze risarcitorie da parte dei precari. C’è chi, come Pietro Ichino, propone di rivedere il "diritto del lavoro". Una postilla: da più parti si è detto "no" alla via giudiziaria per l’immissione in ruolo dei precari della scuola, a me pare che a questi precari altra via non si sia lasciata dopo anni di precariato su posti effettivamente vacanti e una "razionalizzazione" che ha tagliato migliaia di posti di lavoro.

dp – Tempo di ricette per risolvere l’assalto delle sentenze risarcitorie da parte dei precari. C’è chi, come Pietro Ichino, propone di rivedere il "diritto del lavoro". Una postilla: da più parti si è detto "no" alla via giudiziaria per l’immissione in ruolo dei precari della scuola, a me pare che a questi precari altra via non si sia lasciata dopo anni di precariato su posti effettivamente vacanti e una "razionalizzazione" che ha tagliato migliaia di posti di lavoro.

Partiamo dalla ricetta del giustlavorista Pietro Inchino che dalle pagine del corriere della sera suggerisce, per arginare la portata delle richieste risarcitorie da parte dei precari di rivedere la disciplina dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Quindi tutti di ruolo, ma nessuno inamovibile in modo da ripartire la flessibilità ugualmente su tutti.

La proposta di Pietro Ichino nasce da una cosniderazione semplice: assumere tutti i precari, alle condizioni attuali, è impossibile. Semplicemente costerebbe troppo.

La proposta del giustlavorista ha suscitato le reazioni dei sindacati.

Francesco Scrima, segretario della CISL, attraverso un lancio di agenzia: "Va chiarito cosa intende il professore Ichino quando dice ‘tutti a tempo indeterminato, ma nessuno inamovibile. Se lo intendiamo come la possibilità che, per via della chiusura di più classi di una scuola, un docente venga trasferito in un’altra struttura, allora questo già avviene da tempo. Con i tagli che ci sono stati nella manovra finanziaria del 2008, abbiamo avuto tantissimi trasferimenti d’ufficio".

Intanto il MIUR sembrerebbe deciso a proseguire nel suo cammino, cui punto cardine sono le immissioni in ruolo. Sebbene la FLCGIL, in un comunicato apparso sul proprio sito web, teme un "colpo di mano" dopo aver appreso, da lanci di agenzia " che gli uffici legislativi di viale Trastevere e quelli del MEF stiano lavorando per predisporre un intervento legislativo per "aggirare" gli effetti sulla scuola italiana, della direttiva comunitaria che prevede l’assunzione del personale utilizzato a tempo determinato per più di tre anni e per impedire il risarcimento del danno previsto da alcune sentenze".

Notizia tutta da approfondire, ma che contrasterebbe con quanto presentato alla stampa sulla soluzione da adottare.

Vedi anche: Sentenze risarcitorie, il piano del MIUR che non è un piano. 60mila immissioni sì, ma in 4 anni

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