Docenti di sostegno assunti senza servizio: un passo avanti ma l’emergenza resta. Le cattedre in deroga sono 40 mila

Stampa

Una montagna che ha partorito il topolino. E’ questa la sensazione di migliaia di docenti specializzati precari in seguito alla notizia dell’approvazione dell’emendamento al decreto sostegni bis che prevede per il prossimo anno scolastico 11 mila assunzioni di insegnanti sui posti di sostegno. 

L’emendamento Casa, infatti, prevede che siano “assegnati con contratto a tempo determinato”, “ai docenti che, sono inclusi nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze”, per quanto riguarda “i posti di sostegno, o negli appositi elenchi aggiuntivi ai quali possono iscriversi, anche con riserva di accertamento del titolo, coloro che conseguono il titolo di abilitazione o di specializzazione entro il 31 luglio 2021.” 

Assunzioni da GPS, come cambiano. Per 11mila docenti di sostegno contratto a tempo determinato, anno di prova e valutazione finale per il ruolo. TESTO Emendamento M5S

A conti fatti, dunque, come sottolinea la stessa Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera del M5S, saranno assunti il prossimo anno scolastico, con contratto a tempo determinato, 11 mila docenti specializzati sul sostegno. “Dopo l’anno di prova e la relativa valutazione finale, questi docenti potranno essere assunti a tempo indeterminato“, spiega la pentastellata.

Misura che, come dicevamo in apertura, non andrebbe a risolvere l’emergenza sostegno. Ne è convinto anche Ernesto Ciracì, presidente del MiSoS, secondo cui l’emendamento Casa “rappresenta un timido passo avanti, non certo risolutivo per la grande emergenza sul sostegno che con ogni probabilità si ripeterà il prossimo anno scolastico“.

A fronte delle oltre 40mila cattedre in deroga al sud Italia, dove i posti in organico di diritto sono miseramente irrisori, la vera rivoluzione sul sostegno scolastico riguarda solo ed esclusivamente la trasformazione delle cattedre in deroga in diritto“, afferma Ciracì, che conclude: “Alla luce degli oltre 9mila posti in formazione per il prossimo VI ciclo TFA sostegno destinati al Sud Italia e dei tanti docenti precari specializzati sul sostegno e immobilizzati non ancora stabilizzati, il vero cambio di passo per il sistema inclusivo italiano , garantendo la tanto agognata continuità didattica passa attraverso l’ allocamento di risorse destinate alla trasmissione delle cattedre in deroga“.

Anche il sindacato Anief “smonta” la novità prevista: “se fosse stata approvata la richiesta suggerita da Anief lo scorso mese di settembre, da introdurre già su altre leggi in fase di approvazione, avremmo avuto finalmente in ruolo tutti gli insegnanti su posti di sostegno che si sono accumulati in questi anni a condizione di conseguire la specializzazione, durante l’anno di prova”, tuona il presidente Marcello Pacifico.

“Con l’emendamento approvato oggi, invece, solo un precario di sostegno su cinque potrà entrare di ruolo. Per noi non ci sono dubbi: ora si aprirà una guerra di ricorsi in tribunale per l’ennesimo abuso di precariato”, conclude.

Stampa

Eurosofia: TFA SOSTEGNO VI CICLO, cosa studiare? Oggi alle 16.00 ne parliamo con gli esperti