Precari e concorso a cattedra: “rinvio nasconde difficoltà organizzative. Continueremo la battaglia per l’annullamento”

Di Lalla
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inviato da Brunello Arborio – Il ridicolo pretesto del “pericolo valanghe e alluvioni”, accampato dal Ministero per rimandare le prove scritte del concorsaccio, dissimula malamente le gravissime difficoltà in cui l’apparato si sta dibattendo in ordine all’organizzazione della procedura, in particolare nel reperire commissari d’esame per assicurare la vigilanza durante le prove e, successivamente, la correzione degli elaborati.

inviato da Brunello Arborio – Il ridicolo pretesto del “pericolo valanghe e alluvioni”, accampato dal Ministero per rimandare le prove scritte del concorsaccio, dissimula malamente le gravissime difficoltà in cui l’apparato si sta dibattendo in ordine all’organizzazione della procedura, in particolare nel reperire commissari d’esame per assicurare la vigilanza durante le prove e, successivamente, la correzione degli elaborati.

Abbiamo fin dall’inizio denunciato la natura propagandistica di questo concorso-truffa, nato nel segno dell’illegalità e dell’intollerabile negazione del diritto alla stabilizzazione acquisito dai docenti precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, i quali, peraltro, prestano servizio ormai da anni con contratti a tempo determinato, in violazione della legislazione europea contro l’iterazione abusiva dei contratti a termine.

Registriamo, oggi, in merito a questa oltraggiosa farsa, un crescendo di illegalità e dilettantismo che potrebbe creare un precedente drammatico, distruggendo per sempre la credibilità della scuola pubblica e di chi ci lavora, a partire dal fatto che la selezione risulta bandita su posti fantasma (è stato ormai reso noto che nelle diverse regioni gli “esuberi” ammontano a circa 9.000 posti, cui vanno aggiunti i mancati pensionamenti frutto della riforma Fornero e i “riconvertiti”, che sono circa 10.000), il che, assieme alle altre irregolarità e alle scandalose “sanatorie” seguite alle prime prove, rivela tutta l’arroganza del ministro, incompetente “tecnico” dei mesi
scorsi e oggi candidato in Piemonte per la coalizione di centrosinistra.

Anche l’algido professore “super partes” Monti, del resto, che dei provvedimenti del governo dell’attuale nemico Berlusconi ha creduto opportuno salvare giusto la (contro)Riforma Gelmini e che, da Presidente del Consiglio, alacremente sostenuto dal PD, ha avviato riforme "lacrime e sangue" basate sulla destrutturazione dei servizi pubblici essenziali (istruzione, sanità), ha gettato la maschera e si è candidato come leader di
quel paludoso Centro che sostiene le scuole private e confessionali, sperando di poter continuare a tutelare, magari in un Governo di coalizione con il PD, gli interessi delle caste speculative di cui è emanazione diretta.

Sono stati propinati agli aspiranti docenti quizzetti alogici oggi proscritti anche da Tullio De Mauro, il quale, in un recentissimo intervento, ha negato che i test imposti alla scuola possano determinare o preordinare lo sviluppo di un paese, portando esempi lampanti di fallimento di tale pratica valutativa. Con questo sistema sono stati selezionati i “più adatti” a sopravvivere all’insulsaggine della scuola tecno-deamicisiana di Profumo, mentre sono stati umiliati docenti di comprovata competenza; l’industria parassitaria dei ricorsi, poi, ha decretato il beffardo reintegro degli esclusi e perfino dei non abilitati, tutti ammessi, a migliaia e “con riserva”, alle prove scritte, i cui testi sono stati resi noti (e quindi messi a disposizione di “clienti”, parenti e amici di quanti dispongono delle password di sistema!) per poi essere nuovamente “secretati”, con procedura del tutto illegale.

A tutto ciò si aggiunge la defezione di massa degli aspiranti commissari, remunerati con un’elemosina per sostenere una fatica improba, e a cui non è stato neppure concesso l’esonero dalla didattica. Dovrebbero correggere circa 500 elaborati a testa, percependo 50 centesimi per ogni elaborato, e dovrebbero farlo nei ritagli di tempo, continuando a garantire il servizio! Di fronte a un simile svilimento della professionalità dei docenti, indigna e sconcerta, anche se non stupisce, il fatto che esponenti di CGIL, CISL, ANIEF, UIL E GILDA, che hanno preferito lucrare su una selezione ignobile, antimetodica e costosa piuttosto che pretenderne il blocco, si lamentino dei compensi irrisori anziché chiedere che venga cancellata questa immane vergogna.

Noi docenti in lotta ci saremmo aspettati e ci aspettiamo ancora un’inequivocabile condanna di tutta la surreale procedura, unitamente alla diffusione capillare, tramite le RSU, di inviti a non collaborare, da rivolgersi ai professori che in questi giorni vengono indebitamente sollecitati e perfino minacciati perché accettino incarichi non contemplati dal contratto, funzionali all’espletamento delle farraginose prove concorsuali. E’ autolesionistico, infatti, collaborare con un ministero intento a mortificare e ad affossare la scuola pubblica statale, per far trionfare il classismo e per neutralizzare la libertà di insegnamento. Facciamo appello, perciò, alla dignità professionale dei colleghi e dei dirigenti compulsati dal ministero, affinché boicottino questa sordida messinscena allestita in barba alla “qualità” e alla “competenza”, che favorisce solo i furbi e i disonesti.

Annunciamo, contestualmente, che continueremo la battaglia per l’annullamento del concorso, sia in sede giudiziaria, procedendo con i ricorsi già avanzati, sia nelle piazze di tutta Italia, mobilitandoci a più riprese per ottenere il ritiro di tutti i tagli sanciti dalla 133/2008, il rifinanziamento della scuola pubblica, depauperata di 8,5 miliardi di euro e il blocco immediato di qualsiasi forma di reclutamento diversa dalla prioritaria assunzione per scorrimento dalle GaE.

Rivendicheremo senza tregua, inoltre, il diritto dei docenti al rispetto della loro dignità, dei precari all’assunzione a tempo indeterminato – garanzia di continuità didattica -, degli alunni disabili ad essere seguiti da un adeguato numero di docenti di sostegno specializzati e di tutti gli studenti a ricevere una formazione seria, in classi non sovraffollate e in strutture sicure.

Il rinnovamento che la politica non è in grado di innescare non può che venire da quello storico riequilibratore sociale che è la Scuola pubblica, laica, democratica e pluralista!

Precari Uniti contro i Tagli
Coordinamento Precari Scuola Roma
Coordinamento Precari Scuola Napoli
Coordinamento Lavoratori della Scuola “3 Ottobre” Milano

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Percorsi abilitanti: pubblicati i bandi dei 30 e 60 cfu, scadenza 5 giugno, affidati ad EUROSOFIA E.C.P. Pegaso