Precari con stipendi bloccati, arriva il calcolatore Anief: in pochi minuti calcola automaticamente i soldi che lo Stato ha negato e che si possono recuperare

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Anief – Si parla molto delle somme negate in busta paga ai dipendenti della scuola: ma di quali cifre stiamo parlando? Cosa è stato negato a docenti, Ata, educatori e tutte le professionalità arrivate all’immissione in ruolo dopo anni di precariato? Per saperlo, in modo dettagliato, il sindacato Anief ha predisposto un sistema automatizzato e immediato.

Ad annunciarlo è stato Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato: durante una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista spiega che “si tratta di un calcolatore che in due minuti al massimo, dopo l’inserimento dei dati generali, calcola quanti soldi deve lo Stato per il periodo di precariato”. L’idea di quantificare le differenze retributive, e valutare se e come presentare ricorso, è nata dalla spinta degli stessi lavoratori: “Sempre più insegnanti” e dipendenti “hanno chiesto ad Anief com’è possibile” tutelarli: si rendono conto che nel corso degli anni gli sono stati negati dei “diritti fondamentali, che devono ora essere riconosciuti dallo Stato. E noi, come sindacato, grazie al grande supporto del nostro ufficio legale, siamo riusciti a farli riconoscere nei tribunali. Sono diritti che alla fine portano ad un risarcimento, a un credito nei confronti dello Stato che può arrivare fino a 30-40 mila euro. Per questo Anief sta predisponendo un sistema molto semplice” per quantificarli.

I giudici stanno dando ragione ai precari. E al sindacato che li tutela, per garantire loro quello che lo Stato gli nega bloccando i loro stipendi al compenso iniziale benché abbiano maturato il servizio per vedersi elevato lo stipendio. “Stiamo parlando – ha detto Pacifico – della Corte di Cassazione, che con più pronunce, ormai granitiche, ha certificato il diritto di chi è stato precario o è ancora precario a vedersi riconoscere ad esempio gli scatti di anzianità analogamente al personale di ruolo. Ma anche vedersi riconosciuto un risarcimento per l’abuso dei contratti a termine durante il periodo di precariato, il pagamento delle mensilità estive, qualora il posto sia vacante e disponibile, e ancora nella ricostruzione di carriera, il riconoscimento per intero di tutto il servizio prestato prima di entrare in ruolo”.

“Questi diritti – ha continuato il leader dell’Anief – sono validi sia per il personale docente, sia per il personale Ata, quindi assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari, che per quello educativo”. Mentre “per i supplenti brevi, per esempio, rivendichiamo il diritto al pagamento di quel salario accessorio, cioè di quella voce presente nella busta paga mensile, che viene corrisposta a chi ha un contratto con scadenza 30 giugno o 31 agosto, ma non viene però assegnata ai supplenti saltuari”.

Nella lista dei lavoratori della scuola danneggiati vi sono anche coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato: come “chi è stato immesso in ruolo a partire dal 2011” ed ha subìto un danno, perché gli è stato negato “il primo gradone stipendiale dopo due anni di servizio”: una procedura che veniva attuata in modo automatico “a tutti coloro che erano assunti in ruolo fino a quella data”.

Pacifico ricorda che “è molto importante essere a conoscenza di quanto dovrebbe essere il proprio stipendio”: è una informazione che fa parte “dei propri diritti, perché il lavoro svolto da precario non deve essere svalutato, minimizzato e comunque vituperato rispetto al lavoro svolto in ruolo. È lo stesso lavoro” che svolge il personale di ruolo” e quindi deve essere parimenti retribuito”, afferma Pacifico. Il sindacalista ricorda che “basta informarsi con Anief , con il dirigente sindacale di Anief, provare questo calcolatore e dunque contattare il nostro sindacato per tutelare i propri diritti”.

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