Precari con 3 anni servizio: risposta Miur su PAS prima delle elezioni. Lettera

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Inviato da Ester Lucchese – Si può parlare nel nostro Stato di mafia o vi è un esilissimo filo che separa le due realtà? Si crede di agire correttamente o si fa parte di un sistema in cui non vige il rispetto soprattutto delle regole che determinano il buon andamento delle relazioni fra gli individui di una società? A quali meccanismi è sottoposta la cittadinanza pur di sopravvivere ad un sistema che ha poco a che fare col senso di giustizia?

Si cerca tuttavia di agire correttamente nello svolgere con serietà ed avvedutezza il proprio mestiere nei vari circuiti lavorativi. Sia ben inteso non ci sono sconti per nessuno! Parliamo per esempio della categoria dei docenti precari con servizio costretti ogni anno a firmare contratti di lavoro a tempo determinato sempre diversi ed a svolgere quelle mansioni lavorative che tanti docenti che sono entrati dalla porta principale svolgono regolarmente a condizioni decisamente più vantaggiose. La nostra è una guerra fra poveri.

Chi sta peggio però siamo noi. Non vogliamo essere parte di un sistema malato perché vogliamo esprimere al meglio invece i nostri diritti e come prevede il sistema legislativo europeo vogliamo il riconoscimento giuridico della nostra categoria sottoposta a varie prove costituite da esperienze lavorative che si sono consolidate negli anni.

Chiediamo innanzitutto l’abilitazione senza selezione in ingresso e successivamente la stabilizzazione. Proprio in questi giorni la categoria dei docenti di terza fascia con 36 mesi di servizio ha scritto al ministro Bussetti per chiedere risposte entro il 26 maggio, data delle elezioni europee, in quanto la situazione appare estremamente delicata perché “più di 50.000 famiglie italiane attendono con ansia la pronuncia del dicastero in merito alla proposta avanzata dai cinque sindacati nazionali che hanno chiesto per la categoria un Pas con sbarramento in uscita, come nel 2013, ed un ragionato piano di stabilizzazione da effettuarsi nel tempo”.

La proposta è stata depositata secondo l’intesa firmata dal Ministro dell’Istruzione e dal Presidente del Consiglio G. Conte. Mentre ci si attendeva una risposta dal Miur invece si è diffusa la notizia che il progetto di legge n.1606, presentato il 18 febbraio 2019 alla Camera dei Deputati, riguardante la definizione di procedure volte alla stabilizzazione dei docenti precari di religione cattolica, è stato approvato e dunque ci sarà un concorso riservato con la sola prova orale non selettiva per i docenti di religione cattolica con 36 mesi di servizio.

La terza fascia dei docenti precari di tutta Italia che da anni regge le scuole pubbliche attende a questo punto impaziente l’esito dell’accettazione o meno della proposta presentata da CGIL CISL UIL SNALS E GILDA in merito alla fase transitoria di abilitazione e stabilizzazione.

I precari di terza fascia meritano rispetto e dignità, pertanto chiedono il riconoscimento legale dell’abilitazione all’insegnamento visto che ogni anno sono chiamati a risolvere alcuni incresciosi problemi della scuola italiana e dunque permettono il buon funzionamento delle Istituzioni scolastiche del Paese.

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