Precari con 3 anni servizio, per Anief serve soluzione vera: riapertura graduatorie ad esaurimento

di redazione
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Comunicato ANIEF – Risolvere la questione precari della scuola pubblica italiana avviando un corso di abilitazione aperto a tutti i supplenti che hanno i requisiti, ovvero 36 mesi svolti negli ultimi 8 anni.

Parallelamente, avviare un percorso che porterà gradualmente alla stabilizzazione: a rilanciare l’iniziativa, anche a nome del Governo, è il senatore Mario Pittoni, della Lega, presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama. Anief replica ricordando che ci sono ancora pendenti, presso i tribunali e la Commissione europea, diverse situazioni di precari mai stabilizzati. E che serve una risposta vera, non dei sotterfugi temporanei.

Marcello Pacifico (Anief): Non servono soluzioni tampone, ma bisogna immediatamente ripristinare il vecchio doppio canale di reclutamento, riaprendo naturalmente le GaE e dando modo ai docenti di spostarsi senza vincoli da una graduatoria provinciale all’altra. Proprio su questo argomento, Anief ha scritto in questi giorni al Miur per proporre una soluzione definitiva al problema.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MARCELLO PACIFICO

“Il Governo intende debellare una volta per tutte il precariato? Allora lo faccia, facendola finita con i proclami e gli accordi notturni”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “E salvi tutti, nessuno escluso. Perché sinora abbiamo assistito solo a delle promesse, ma di atti concreti specifici per la categoria non ce ne sono stati. Anzi, si sono organizzati dei concorsi pubblici, che non hanno tenuto conto dei precari storici, costringendoli a concorrere a fianco dei neo-laureati, come se la loro esperienza non contasse nulla. Da qualche settimana abbiamo assistito ad un ravvedimento della politica portata avanti per un anno, con il concorsone pubblico che è stato sbandierato come unica possibilità di accesso alle immissioni in ruolo. A noi, come sindacato, non interessano i motivi che hanno portato a tale ripensamento”.

“Ne prendiamo atto e speriamo – continua Pacifico – che non si tratti di un bluff. Di sicuro, non dovranno essere dimenticate delle categorie di insegnanti e personale Ata: quindi, vanno ad esempio considerate prioritarie, alla pari delle altre, le stabilizzazioni degli idonei dei precedenti concorsi, come di chi ha svolto con successo i corsi FIT, naturalmente tutti coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di supplenze, gli amministrativi facenti funzione Dsga che hanno salvato le scuole dal caos amministrativo, i docenti già abilitati. Da una prima valutazione della proposta su cui stanno confluendo anche i sindacati maggiori, solo un terzo dei precari con 36 mesi prenderà il ruolo, mentre in 100 mila, tra cui molti insegnanti già oggi abilitati, continueranno a fare i supplenti”, conclude il sindacalista autonomo.

LA PROPOSTA DI ANIEF

A questo proposito, solo pochi giorni fa Anief ha presentato una proposta ai vertici del Miur, nella quale chiede di “Riaprire annualmente le ex Graduatorie permanenti oggi ad esaurimento per tutto il personale abilitato, anche con il futuro PAS e in possesso del diploma Itp, magistrale o ancora educatore; estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto e trasformazione in graduatorie provinciali, nel caso in cui la graduatoria permanente sia esaurita e rimangano posti ad essa assegnati, anche dalla terza fascia con superamento obbligatorio del PAS abilitante”.

Secondo Anief, c’è “poca chiarezza sul reclutamento degli attuali insegnanti abilitati, inseriti o meno delle GRME e non nelle GAE, e degli idonei dell’ultimo concorso ordinario le cui graduatorie di merito sono state prorogate a quest’anno e per i quali sarebbe opportuno consentire l’immissione in ruolo in altra regione, come per gli ex FIT, con la possibilità di scegliere un posto diverso da quello accantonato. Ad ogni modo, una soluzione una tantum e per un terzo degli interessati appare discriminatoria e in verità poco risolutiva, perché continua a reiterare il precariato delle graduatorie d’istituto”.

Tra le disposizioni urgenti da adottare, Anief ritiene necessario “prevedere per il futuro concorso ordinario l’abolizione della prova pre-selettiva per precari con 24 mesi, docenti abilitati, idonei e la riserva per loro fino al 50% dei posti; confermare l’esclusione dal blocco quinquennale dei 35 mila docenti ex FIT delle GRME e consentire loro l’assunzione su posto resosi vacante diverso da quello accantonato, su richiesta; assumere gli idonei per infanzia e primaria del concorso 2016 in regioni diverse da quella di partecipazione al concorso, analogamente a quanto previsto dal D.L. 42 del 2016, per gli idonei del concorso del 2012; assumere in organico di diritto nelle sezioni primavera, alla luce di quanto disposto dalla Buona scuola sul carattere ordinario di questi percorsi dal 1° settembre 2018; creare una nuova Graduatoria Nazionale Permanente, in cui confluire, a domanda, tutti i docenti della seconda e terza fascia delle graduatorie d’istituto (abilitati con il PAS), che abbiano la volontà di spostarsi su tutto il territorio nazionale, al fine di poter ottenere l’assunzione in ruolo”.

Anche “per il personale Ata, alla luce del piano di stabilizzazione autorizzato per il personale delle cooperative utilizzato per i servizi esternalizzati, si richiede lo stesso trattamento, magari autorizzando le assunzioni su un organico potenziato come è avvenuto per la scuola di 20 mila posti a cui aggiungere altri 20 mila posti già previsti per i profili As) e C) dalla legge. Bisogna attivare, comunque, immediatamente i passaggi verticali per tutti i profili Ata e garantire l’assunzione di coloro che hanno presentato la domanda nel 2010 ai sensi dell’ultimo decreto direttoriale, cui non è seguito il corso di formazione. Per l’attuale concorso per Dsga si condivide la richiesta di esonerare dalla prova preselettiva il personale Ata facente funzione e si chiede di riservare per esso la quota del 50 % dei posti”.

L’intero documento inviato al Miur da Anief su come assumere i precari della scuolaclicca qui.

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