Precari, aumenti stipendiali e reclutamento: Bianchi e i sindacati lavorano in sintonia al Patto per la scuola

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Un dialogo positivo con aperture da una parte e dall’altra: è questa la sintesi dell’incontro svolto stamattina fra il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e le organizzazioni sindacali, a cui erano presenti anche i confederali. L’obiettivo è avere pronto un patto a breve con tutte le tematiche principali che possano portare la scuola al centro e soprattuto mantenerla. Anche dopo la crisi covid.

“Abbiamo di fronte un anno costituente, un anno in cui dobbiamo essere capaci di valorizzare al massimo la nostra scuola”. Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, lancia dunque il “Patto per l’Istruzione e la Formazione”.

Un Patto con i sindacati per mettere la scuola al centro del Paese, per farne il motore dello sviluppo e dell’eguaglianza sociale.

I sindacati, in base a quanto apprende Orizzonte Scuola, riferiscono di un primo incontro interlocutorio che ha gettato le basi per un confronto condiviso. Al centro dei pensieri del Ministro Bianchi c’è la questione 1 settembre: l’idea è sempre quella di avere tutti in cattedra dall’inizio dell’anno ma per realizzarlo bisogna individuare la strada giusta. Senza contare che la tempistica è sempre a sfavore.

E’ questione di metodo, dicevamo: per il reclutamento si guarda ai concorsi ordinari già partiti ma fermi a causa della pandemia con poca aspettativa. Quello che potrebbe invece arrivare, come spesso le organizzazioni sindacali hanno proposto, è una procedura semplificata per i precari.

A questo tema è strettamente connesso quello degli organici: sostanzialmente la dotazione resterà molto simile a quella di quest’anno scolastico. Nel dettaglio, abbiamo già riportato le cifre stimate.

Nel suo intervento di apertura il Ministro Patrizio Bianchi ha sottolineato la centralità del dialogo sociale che ha caratterizzato la stesura del Patto per la Coesione Sociale tra il Governo e organizzazioni sindacali, elemento fondamentale non solo per uscire dalla pandemia ma soprattutto per superare il periodo di stagnazione e bassa crescita che negli ultimi anni  ha caratterizzato  il nostro Paese rispetto agli altri Paesi europei.

Ecco perché anche sul contratto, pur non essendo entrati nel merito, si è osservata una disponibilità da parte del Ministro a lottare per garantire un rinnovo soddisfacente del CCNL scuola.

Rinnovo contratto: aumenti medi di oltre 100 euro. Elemento perequativo confluirà nella retribuzione

Tuttavia, come sappiamo, la base di partenza non è incoraggiante: Il Ministro Brunetta, appena insediato, ha dato il via ad un patto per potenziare il Pubblico Impiego anche in vista del Recovery Plan da oltre 191 miliardi di euro. Ma in base alle informazioni la cifra indicativa che riguarda tutto il comparto della Pubblica Amministrazione, è di circa 107 euro lordi mensili per dipendente. A questo bisogna aggiungere l’elemento perequativo.

A conti fatti, al momento, i fondi a disposizione per la scuola si aggirerebbero tra l’1,7 e l’1,8 miliardi di euro. Cifra che consentirebbe un aumento di 87 euro lordi mensili incluso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente contratto, che al netto si aggirano tra i 50 e i 55 euro. Le cifre si riferiscono ad un aumento medio degli stipendi.

E’ chiaro che, come hanno sottolineato anche i sindacati confederali, oltre a quelli di comparto, bisogna lavorare per incrementare tale base di partenza.

Ecco allora che il primo appuntamento è all’ARAN che ha convocato le Confederazioni per la prosecuzione del negoziato inerente il Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree per il periodo contrattuale 2019-2021.

Non si è parlato solo di queste tematiche: Mobilità del personale, Precariato Rinnovamento dei curricoli, Messa in sicurezza delle scuole, efficientamento energetico, innovazione degli spazi, implementazione e generalizzazione delle infrastrutture tecnologiche e della connessione, Piano contro la dispersione  e per l’integrazione Implementazione del tempo pieno, Zero-sei non più come un tema sociale ma educativo, valorizzazione formazione tecnico-professionale e molti altri temi fornendo dunque materiale di confronto molto ampio per mettere la scuola al centro della ripresa del Paese.

 

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