Precari: aumenta il numero, calano i contratti a tempo indeterminato

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Il dato sul lavoro precario è della UIL e riguarda tutta la categoria, non solo la scuola. Quest’ultima segue un andamento opposto.

Il dato sul lavoro precario è della UIL e riguarda tutta la categoria, non solo la scuola. Quest’ultima segue un andamento opposto.

La UIL ha elaborato uno studio che ha dimostrato come in 5 anni, l’arco di tempo della crisi, dal 2008 al 2013 i contratti a tempo indeterminato sono crollati del 46,4%, mentre erano aumentati quelli a tempo determinato del 19,7%. Effetto crisi.

Dato che non migliora a favore dei contratti a tempo indeterminato nel primo trimestre del 2014.

Per la scuola in dato, invece, è inverso. E’ notizia data subito dopo l’avvio della crisi che il totale degli occupati a tempo determinato a scuola sono passati da 249.591 nel 2006, 234.641 nel 2007, 223.000 nel 2008. Con un calo del 10,65%. A dirlo la Ragioneria dello Stato.

Un calo che si è stabilizzato negli anni e che ha avuto come motore il pesante taglio agli organici, conseguente alla riforma Gelmini.

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