Precari ATA bloccano tentativo co.co.co di accesso ai ruoli provinciali

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Il personale co.co.co. con funzione di assistente amministrativo propone ricorso per ottenere l’inserimento nelle graduatorie provinciali siciliane. Il TAR LAZIO sede di Roma accoglie l’eccezione sollevata dall’avv. Santina Franco e dichiara il difetto di giurisdizione.

Sono 93 i ricorrenti che, premettendo di avere stipulato in maniera reiterata sin dal 2001 con il Ministero dell’Istruzione, contratti di collaborazione coordinata e continuativa per svolgere le funzioni di assistente amministrativo nelle provincie di Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, hanno proposto ricorso al Tar Lazio, sede di Roma, al fine di ottenere, previo annullamento degli atti amministrativi relativi, la declaratoria, in via cautelare, della valutazione del servizio prestato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa come servizio utile ai fini dall’ammissione alla procedura concorsuale e la conseguente immissione nelle graduatorie permanenti per l’accesso ai ruoli provinciali di riferimento.

Evidentemente, tale istanza ha messo in allarme il personale ATA precario già presente in graduatoria, che ha avvertito il pericolo di vedere vanificata ogni speranza di stabilizzazione in caso di accoglimento del predetto ricorso. Per questo, affidando la propria difesa all’ avv. Santina Franco ( foro di Patti), che da anni sostiene la battaglia per la stabilizzazione del personale ATA precario, si sono costituiti nel giudizio in qualità di controinteressati.

Il predetto difensore, in via preliminare, ha formulato negli atti difensivi e ribadito all’udienza del 27.06.2017 l’eccezione di difetto di giurisdizione del TAR adito, che è stata accolta con favore dal collegio giudicante. Infatti, con la sentenza n. 7481/2017 il Tar Lazio sede di Roma, pronunciando definitivamente sul ricorso in questione, ha ritenuto fondato il difetto di giurisdizione sollevato dall’avv. Santina Franco nell’interesse dei controinteressati e ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che “la questione sottesa all’impugnativa in esame riguarda la gestione delle graduatorie ATA – e, specificatamente, la mancata valutazione del servizio prestato in virtù di contratti di co.co.co- … non costituisce, quindi, procedura concorsuale, non essendo prevista alcuna attività discrezionale di valutazione da parte dell’Amministrazione dei titoli e dei requisiti degli interessati, ma un mero configurarsi come una posizione di diritto soggettivo, tutelabile dinanzi al G.O.”

E’ stato, quindi, bloccato sul nascere il tentativo dei ricorrenti di adire il TAR per ottenere l’accesso di massa ai ruoli provinciali, cercando di sfuggire alla giurisprudenza maggioritaria sfavorevole in materia dei tribunali ordinari, che esclude l’inquadramento dei contratti co.co.co. ( che per loro natura sono contratti d’opera) nell’alveo dei rapporti di lavoro, subordinato a servizio della P.A., presupposto, questo, in mancanza del quale non è ammesso l’inserimento nelle graduatorie auspicato dai ricorrenti.

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