Precari, ipotesi assunzioni dalla seconda fascia delle Gps per stabilizzare i docenti. La parola passa al Parlamento

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Adesso la partita è interamente nelle mani delle forze politiche (e della commissione bilancio). L’unico modo per evitare di avere nuovamente numerose cattedre scoperte a settembre è modificare il decreto sostegni bis. Per farlo servono che gli emendamenti per allargare la platea dei precari alla fase transitoria siano approvati.

Assumere da Gps di seconda fascia ed eliminare il requisito dei tre anni di servizio

Al momento infatti il decreto presenta un piano transitorio riservato ai precari che hanno almeno tre anni di servizio. Questi precari, tuttavia, sono quelli inseriti in prima fascia delle Gps, le nuove graduatorie delle supplenze nate la scorsa estate su proposta dell’ex Ministra Azzolina.

Il problema, fatto notare dai sindacati e dalle forze politiche, è che le Gps di prima fascia non risolverebbero il problema delle cattedre vuote a settembre: si stima infatti, secondo quanto riportato dalla relazione tecnica del Dl sostegni bis, che ci siano circa 18 mila insegnanti pronti per l’assunzione. Troppo poco per fronteggiare l’esercito di supplenti previsto.

Ecco allora che la quadra sarà affidata alle forze politiche, guidate dalla Lega: come abbiamo riportato, il responsabile scuola del Carroccio, Mario Pittoni, ha spiegato che si discute con le altre forze politiche su 10 punti precisi per modificare il decreto sostegni bis. Ovviamente i punti comprendono una risoluzione per allargare la platea di precari interessati dalla fase transitoria: prima di tutto l‘assunzione di insegnanti dalla seconda fascia delle Gps, che comprende un numero decisamente più ampio della prima fascia. Inoltre, far cadere anche il requisito dei tre anni di servizio per gli aspiranti assunti dalla prima fascia delle Graduatorie provinciali.

Al via il percorso del decreto sostegni bis: attesa per gli emendamenti

Il Decreto Sostegni Bis, nel frattempo ha iniziato il suo percorso per la conversione in legge.  Venerdì 28 maggio sono partite le audizioni che si concluderanno l’8 giugno. Successivamente inizierà l’esame del provvedimento presso la Commissione Bilancio e il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è previsto per giovedì 10 giugno. Martedì 15, invece, sapremo quali emendamenti sono stati dichiarati inammissibili e quali sono quelli segnalati dal governo. Si tratta dunque, del programma previsto che dovrebbe portare ad una definitiva linea che deciderà il destino dei precari, quanto meno in vista del prossimo settembre.

Sarà poi mantenuta una struttura del genere? Nelle intenzioni dell’attuale Ministro pare di si: il Patto per l’Istruzione firmato con i sindacati prevede un canale permanente per i concorsi ordinari e un altro dedicato alla progressiva stabilizzazione dei precari.

In pratica, per i prossimi anni si delinea un ritorno al doppio canale di reclutamento, sistema di assunzioni previsto dalla legge 417 del 1989 e nato da un decreto voluto dall’allora Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella. E’ lo scenario condiviso tanto da molte forze politiche che dai sindacati.

Ricordiamo però che dopo la pubblicazione del decreto sostegni bis, sia i partiti che i sindacati, hanno criticato il Governo e il Ministro Bianchi. Specialmente i sindacati, hanno puntato il dito contro il Ministro, “colpevole”, a loro giudizio, di aver condotto un dialogo per il “Patto per l’Istruzione” con dei termini precisi, assenti poi sul primo veicolo legislativo disponibile.

Per tale motivo il 9 giugno i sindacati firmatari del “Patto” si uniscono per un presidio volto proprio a sottolineare le criticità del decreto.

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