Precari annunciano impugnazione in tribunale del Decreto per il concorso docente

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red – Non è ancora stato firmato, nè tanto meno se ne conoscono i particolari, ma ha già dato ai nervi a molti e lo vogliono impugnare. Parliamo del Decreto per il concorso docenti i cui contenuti anticipati da MIUR e stampa non sono andati giù ai precari storici iscritti in graduatoria. Secondo loro il concorso sarà una truffa e annunciano l’impugnativa davanti ai tribunali. Riportiamo il comunicato integrale. Pubblichiamo, inoltre il comunicato inviatoci da una serie di gruppi FB che chiedono il concorso solo per le classi esaurite.

red – Non è ancora stato firmato, nè tanto meno se ne conoscono i particolari, ma ha già dato ai nervi a molti e lo vogliono impugnare. Parliamo del Decreto per il concorso docenti i cui contenuti anticipati da MIUR e stampa non sono andati giù ai precari storici iscritti in graduatoria. Secondo loro il concorso sarà una truffa e annunciano l’impugnativa davanti ai tribunali. Riportiamo il comunicato integrale. Pubblichiamo, inoltre il comunicato inviatoci da una serie di gruppi FB che chiedono il concorso solo per le classi esaurite.

Precari uniti contro il concorso truffa

Precari uniti contro i tagli
– I precari della Scuola Statale considerano paradossale la campagna “pubblicitaria” intrapresa dal ministro Profumo riguardo a un concorso-panacea spacciato per un’operazione di “necessario svecchiamento” della scuola pubblica. Il Ministro e i partiti che lo appoggiano vogliono risolvere velocemente i problemi di una scuola privata di 8 miliardi di euro e 150.000 lavoratori, una scuola senza materie “portanti”, senza sostegno e laboratori, una scuola con classi-pollaio, docenti mortificati nei loro diritti e nelle loro aspettative professionali, fatta oggetto di un feroce attacco da parte di forze politiche ed economiche determinate a farne merce da mercato (la Legge “ex Aprea”, DDL 953, il cui passaggio “estivo” è stato scongiurato dai Precari uniti, va nella direzione della privatizzazione della scuola statale, con l’ingresso dei privati in una sorta di consiglio di amministrazione in ogni scuola) e a meccanizzare, isterilendoli, i processi di valutazione.Tali processi verrebbero neutralizzati con gli avversati e antimetodici test la cui inadeguatezza e miseria culturale è stata denunciata pochi giorni fa da 27 noti intellettuali e docenti universitari italiani, tra cui Luciano Canfora, che hanno additato i marchiani errori commessi dal ministero nel redigere le batterie di test per i TFA e ribadito l’inidoneità della formula del “quiz” per testare capacità e conoscenze di un aspirante docente (si veda il suo intervento apparso sulla Stampa: http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/465710).Sono inoltre sbigottiti nel constatare che le testate giornalistiche nazionali che hanno spesso accolto le proteste e le ragioni dei precari (vd. La Repubblica, ed. di Napoli del 16/07/2012, l’articolo di Conchita Sannino contro il concorso annunciato), si siano frettolosamente ed entusiasticamente precipitate, senza diffondere nemmeno le informazioni “tecniche” di base, a celebrare le magnifiche sorti e progressive che sarebbero prefigurate dall’agire sconsiderato di Profumo, del governo “tecnico” e di PD, PDL, UDC.

Il PD aveva promesso ai Precari uniti, nel corso di un’audizione a Montecitorio concessa ai loro delegati il giorno 26/07, un incontro col Ministro proprio riguardo al concorso, ma ora sta appoggiando in tutto il massacro dei diritti acquisiti dai precari.Vogliono perciò chiarificare, per amor di verità e giustizia, se ancora queste parole hanno un senso e un valore in un paese in cui il nonsenso ha sostituito la razionalità e la paranoia dello spread ha cancellato ogni altro valore, che:al concorso “dinamizzante” che sarà bandito a settembre sono chiamati a partecipare non i giovani aspiranti docenti, portatori di non si sa quali linfe vitali, ma proprio i matusalemme da “far fuori”, i famigerati precari “storici”, quelli che sono già abilitati, quelli che hanno la gravissima colpa di avere conseguito più di un titolo, di aver superato più di un concorso, di avere, magari, dei dottorati di ricerca, e di aver accumulato, da quando erano “giovani” fino a oggi, cioè a 40-50 anni, tantissimo servizio, mandando avanti la scuola pubblica e facendo sì che la stessa si attestasse su livelli di decenza, mentre piovevano soldi a palate (e, come Monti ha pubblicamente promesso, ancora ne pioveranno!) sui diplomifici privati. In questa scuola creata dai nostri governi si contano 10.000 docenti in “esubero” che la spending review sta per “riciclare” mandandoli ad insegnare una qualsiasi materia, alla faccia dello strombazzato “merito” e della qualità.E’ falso e ridicolo sostenere che non ci sono stati concorsi dal 1999 ad oggi. Le scuole di specializzazione (SSIS e Scienze della Formazione Primaria) a numero chiuso, con prova selettiva in entrata e prova finale, attivate in ossequio ad una normativa europea che mandava in cantina definitivamente la superata procedura selettiva contestata (la quale ha storicamente dato adito a fenomeni di clientelismo), hanno valore di concorso (legge 306 del 27/10/2000, art. 6 ter e legge 40 del 1990 art.4 comma 2)Non è possibile, in uno Stato di diritto, fare sperequazioni tra lavoratori con gli stessi requisiti. Dal 2000 ad oggi, infatti, sono stati immessi in ruolo, prima e dopo i tagli Gelmini, migliaia di docenti abilitati, SENZA ALCUNA ALTRA PROVA SUPPLETIVA! Con quale criterio, dopo 10 anni di assunzioni effettuate dalle Graduatorie ad Esaurimento il ministro riesuma il concorso e sottopone ai suoi ridicoli quiz (uguali per tutte le materie, ha detto: un’altra assurdità!) docenti che hanno la stessa anzianità di servizio e gli stessi titoli di chi è stato più “fortunato”? Siamo all’anarchia procedurale, alla follia pura!

I precari annunciano, perciò, che impugneranno il bando di concorso il giorno stesso della sua pubblicazione eventuale, perché questo concorso spregia e sfregia il Diritto.I precari invitano la stampa a ragionare sulle contraddizioni di un ministero che calpesta i diritti acquisiti da migliaia di docenti sfruttati, partendo dal presupposto inaccettabile e pedagogicamente destituito di ogni fondamento del “necessario ringiovanimento” del corpo docente italiano, che intanto, però, viene tenuto in cattedra fino a 67 anni.Proclamano che non si lasceranno umiliare ed epurare, dopo anni di lavoro, passione e sacrifici, dai propositi “eugenetici” del ministro, e che metteranno in campo ogni azione volta a tutelare i loro diritti e la Scuola Pubblica.Chiedono alla stampa quel minimo di coerenza logica e di onestà intellettuale sufficienti a demolire le menzogne e i castelli ideologici del ministro Profumo, animato dalla smania di “selezionare” chi è già stato selezionato dallo Stato e da migliaia di alunni, lui che, paradossalmente, nessuno ha mai scelto, e chiedono che i tagli vecchi e nuovi vengano ritirati, che gli organici vengano adeguati ai bisogni reali della scuola e che tutti i precari vengano immessi in ruolo, come loro imprescrittibile diritto, dalle Graduatorie, unico strumento meritocratico e trasparente, senza ulteriori, inaccettabili penalizzazioni economiche o professionali. Precari uniti contro i tagli

Concorso per la scuola e la tutela dei diritti per i precari

Il concorso dev’essere bandito SOLO su classi con GM e GaE esaurite, cioè vuote. Altrimenti tutta l’Italia deve sapere che si sta compiendo l’ennesima ingiusta nefandezza ai danni del precariato sotto l’indifferenza e il cinismo della nostra classe politica.
Questo concorso rischia di sortire l’effetto di far perdurare il doppio canale all’infinito e nient’altro.
Occorre, infatti, dare certezza a chi è già inserito nelle graduatorie di poter essere assunto attraverso un regolare turnover e a chi aspira ad abilitarsi di poterlo fare senza ledere i diritti altrui.
Il concorso va bandito laddove vi siano GaE e GM esaurite, poiché è doveroso da parte dello Stato dare una risposta innanzitutto a coloro i quali svolgono servizio nella scuola dal 1999 ad oggi senza aver mai avuto la possibilità di entrare in ruolo.
Come si fa a dire di voler assorbire il precariato, senza un piano di immissioni adatto a tale scopo, e poi bandire un nuovo concorso che rischia seriamente di produrre un’inesauribile doppia lista di attesa?

Per quale motivo chi ha conseguito l’idoneità nel 1999 dovrebbe rinunciare per sempre al ruolo, dopo essere stato sfruttato per anni con le supplenze?
Non è di certo colpa sua se dal ’99 ad oggi i concorsi non sono stati più banditi, ma delle scelte scellerate dei Governi che si sono succeduti.
Lo Stato ha innanzitutto un debito da assolvere con i precari ‘storici’. Non dirlo è solo un’offesa alla legge e al buon senso. Non siamo contrari al concorso in sè come procedura per la selezione di docenti "giovani", "capaci" e ‘meritevoli’. Siamo contrari all’indizione di un concorso su insegnamenti con GaE strapiene, che significa al contempo togliere posti di ruolo ai precari in attesa e istituire un eterno doppio canale che non garantisce nulla a nessuno.

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