Precari, Anief scrive al Miur: assunzioni in arrivo solo per il 33%

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Il sindacato ritiene la misura insufficiente per debellare la piaga del precariato scolastico in procinto di essere avviata dal ministero dell’Istruzione, che salva circa 24 mila supplenti abbandonando tutti gli altri. Marcello Pacifico (Anief): Così non si risolve niente.

Non servono assunzioni una tantum ma soluzioni a regime. Il giovane sindacato boccia la proposta unitaria dei sindacati rappresentativi sul reclutamento e rilancia con la richiesta di riapertura delle GaE, immissioni in ruolo da graduatorie d’istituto, assunzione di tutti gli idonei delle graduatorie di merito e delle GRME, oltre alla conferma dei ruoli di chi è stato assunto con riserva. Per gli Ata si chiede l’avvio dei passaggi verticali per tutti i profili e quote riservate nel concorso Dsga per gli amministrativi facenti funzione nel ruolo superiore. Scarica il documento inviato dal sindacato al Miur.

Per il bene della scuola e di chi la vive ogni giorno, ci sono alcune questioni aperte che necessitano di essere affrontate con prontezza. Come quella del reclutamento di determinate categorie di lavoratori. A questo scopo, Anief ha inviato una proposta operativa al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, al sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano e a diversi dirigenti Miur, sulla prossima attivazione dei Pas, i percorsi abilitanti riservati ai docenti che hanno svolto almeno 36 mesi di supplenze e sugli assistenti amministrativi facenti funzioni Dsga. Tutte proposte che intendono conferire un respiro universale alle richieste formulate in questi giorni dagli altri sindacati rappresentativi sul medesimo tema.

IL NUOVO RECLUTAMENTO NON PIACE

Sul primo punto, riguardante i Pas, per i quali ci sarà un incontro dopodomani al Miur, Anief sostiene che un percorso formativo “analogo a quello del 2013 e in continuità con quanto avvenuto nel 2006 o ancora tra il 1999 e il 2000 rappresenta una risposta ordinaria a un problema storico che vede migliaia di docenti chiamati ad insegnare senza abilitazione (oggi, in 10 mila insegnano persino dalle domande di messe a disposizione)” e che “vista l’abolizione del sistema di formazione iniziale, si suggerisce di ritornare a una gestione delegata agli Uffici scolastici regionali, magari in convenzione con le Università, sul modello della certificazione dei crediti universitari richiesti ai laureati, visto che si tratta di personale, comunque, con 36 mesi di servizio prestato”.

Si adotterebbe un piano straordinario di stabilizzazione “riservato soltanto a un precario su tre (55 mila gli aspiranti interessati con 36 mesi di servizio che potenzialmente diventano 75 mila con 24 mesi), visto che si vorrebbero stabilizzare soltanto i primi 24.250 posizionati in graduatoria senza una selezione se non per titoli, a differenza del primo concorso riservato, che di fatto escludono ancora una volta gli insegnanti tecnico-pratici nonostante l’intervento recente del legislatore che ne valida il titolo fino al 2024”.

Secondo Anief, inoltre, c’è “poca chiarezza sul reclutamento degli attuali insegnanti abilitati, inseriti o meno delle GRME e non nelle GAE, e degli idonei dell’ultimo concorso ordinario le cui graduatorie di merito sono state prorogate a quest’anno e per i quali sarebbe opportuno consentire l’immissione in ruolo in altra regione come per gli ex FIT la possibilità di scegliere un posto diverso da quello accantonato. Ad ogni modo, una soluzione una tantum e per un terzo degli interessati appare discriminatoria e in verità poco risolutiva perché continua a reiterare il precariato delle graduatorie d’istituto”.

LE RICHIESTE DEL SINDACATO AUTONOMO

Sono diverse le richieste sindacali presentate al Miur: “la partecipazione degli ITP così come già previsto nel D.M. n. 21 del 9 febbraio 2005 e dalla legge 145/2018; il conseguimento della specializzazione su sostegno, a domanda, se in possesso di almeno un anno di servizio, congiuntamente all’abilitazione, per avere insegnanti formati a 360 gradi sulle competenze e abilità che devono essere raggiunti da tutti i nostri alunni e utilizzare le risorse umane motivate già con un minimo di esperienza; la partecipazione dei docenti di ruolo alla sola fase abilitante per agevolare i passaggi di ruolo e la mobilità professionale e superare i problemi legati alla soprannumerarietà; l’utilizzo delle graduatorie finali per le assunzioni anche per gli anni successivi sul modello già predisposto e abrogato dal decreto legislativo 59/2017”.

Il problema del precariato in Italia è il risultato di scelte scellerate come quella di non riaprire quelle graduatorie ex permanenti (provinciali), ancora utili al 50% delle immissioni in ruolo annuali, a tutto il personale abilitato. E il provvedimento allo studio in questi giorni inficia lo stato delle sentenze della Consulta e della Cassazione sul reclutamento da GaE, riparatorie e risarcitorie rispetto all’abuso dei contratti a termine, e delle assunzioni una tantum.

PERCHÈ RIAPRIRE LE GAE

Alla luce di queste situazioni, per Anief appare sempre più necessario “riaprire annualmente le GaE al personale abilitato e ai prossimi abilitati PAS inclusi educatori, ITP, diplomati magistrali e procedere alla trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali, considerato che da anni sono il principale bacino dal quale attingere i supplenti e prova ne sono altresì le migliaia di domande di messa a disposizione”. Partendo da questo, Anief propone due soluzioni: “Riaprire annualmente le ex Graduatorie permanenti oggi ad esaurimento per tutto il personale abilitato, anche con il futuro PAS e in possesso del diploma itp, magistrale o ancora educatore; estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto e trasformazione in graduatorie provinciali, nel caso in cui la graduatoria permanente sia esaurita e rimangano posti ad essa assegnati, anche dalla terza fascia con superamento obbligatorio del PAS abilitante”.

Ma propria sulla base di tali certezze, si ritiene comunque opportuno dare alcune soluzioni urgenti che partano dalla “stabilizzazione anche dei docenti abilitati con il concorso ordinario o straordinario già svolto per il 1° settembre 2019 al fine di non aumentare i conflitti tra le graduatorie utili per le immissioni in ruolo. Tra queste si segnala la necessità di retrodatare la posizione giuridica al 1° settembre 2018 per i 7 mila docenti assunti al terzo anno FIT, alla luce della sua abolizione disposta dalla legge 145/18 consentendo loro la domanda di assegnazione provvisoria. Procedere al sovvertimento di ordine di graduatoria a seguito dell’applicazione del D.M. 631/2018”.

IL NODO DEI CONCORSI

Per quel che riguarda “i docenti coinvolti nelle procedure concorsuali 2018 non ultimate entro il 31.08.2018”, vale quanto “è stato emanato il D.M. 631/2018: esso, prevede l’accantonamento dei posti residui del contingente 2018 per i candidati risultati in posizione utile nelle relative G.M.R.E. pubblicate entro e non oltre il 31/12/2018”. Anief chiede, pertanto, “un preciso e tempestivo intervento del MIUR che chiarisca le modalità da adottare per uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2019 (scelta provincia e contratto a tempo indeterminato); la possibilità per i destinatari del DM 631/2018 di svincolarsi dalla provincia precedentemente accantonata e di scegliere la sede di immissione in ruolo tra tutte quelle disponibili nel momento in cui saranno chiamati a scegliere la sede in estate”.

Tra le disposizioni urgenti da adottare, Anief ritiene necessario “prevedere per il futuro concorso ordinario l’abolizione della prova pre-selettiva per precari con 24 mesi, docenti abilitati, idonei e la riserva per loro fino al 50% dei posti; confermare l’esclusione dal blocco quinquennale dei 35 mila docenti ex FIT delle GRME e consentire loro l’assunzione su posto resosi vacante diverso da quello accantonato, su richiesta; assumere gli idonei per infanzia e primaria del concorso 2016 in regioni diverse da quella di partecipazione al concorso, analogamente a quanto previsto dal D.L. 42 del 2016, per gli idonei del concorso del 2012; assumere in organico di diritto nelle sezioni primavera, alla luce di quanto disposto dalla Buona scuola sul carattere ordinario di questi percorsi dal 1 settembre 2018; creare una nuova Graduatoria Nazionale Permanente in cui confluire, a domanda, tutti i docenti della seconda e terza fascia delle graduatorie d’istituto (abilitati con il PAS), che abbiano la volontà di spostarsi su tutto il territorio nazionale, al fine di poter ottenere l’assunzione in ruolo”.

IL PERSONALE ATA DIMENTICATO

Anche “per il personale Ata, alla luce del piano di stabilizzazione autorizzato per il personale delle cooperative utilizzato per i servizi esternalizzati, si richiede lo stesso trattamento, magari autorizzando le assunzioni su un organico potenziato come è avvenuta per la scuola di 20 mila posti a cui aggiungere altri 20 mila posti già previsti per i profili As) e C) dalla legge. Bisogna attivare, comunque, immediatamente i passaggi verticali per tutti i profili Ata e garantire l’assunzione di coloro che hanno presentato la domanda nel 2010 ai sensi dell’ultimo decreto direttoriale, cui non è seguito il corso di formazione. Per l’attuale concorso per Dsga si condivide la richiesta di esonerare dalla prova preselettiva il personale Ata facente funzione e si chiede di riservare per esso la quota del 50 % dei posti”.

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