I precari al Ministro: il concorso, la Costituzione, gli errori, le dimissioni. Lettera

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inviato in redazione  – In risposta a quanto il Ministro Giannini continua ad affermare erroneamente nonostante le varie risposte già ampiamente date e tutte riassunte dettagliatamente da quella data al Premier Matteo Renzi, ci preme consigliare al Ministro un’altra procedura, pur prendendo nota che ormai evidentemente per il Governo sia più facile voler cambiare la Costituzione piuttosto che ascoltarla e, soprattutto, rispettarla adeguatamente.

inviato in redazione  – In risposta a quanto il Ministro Giannini continua ad affermare erroneamente nonostante le varie risposte già ampiamente date e tutte riassunte dettagliatamente da quella data al Premier Matteo Renzi, ci preme consigliare al Ministro un’altra procedura, pur prendendo nota che ormai evidentemente per il Governo sia più facile voler cambiare la Costituzione piuttosto che ascoltarla e, soprattutto, rispettarla adeguatamente.

Dopo tutte le dichiarazioni fuorvianti e tutta l’ostentazione di sicurezza nonostante le smentite che puntualmente arrivano, i passi sarebbero semplici:

1) Ammettere gli errori commessi nonostante siano stati preventivamente denunciati da oltre due mesi.

2) Assumersene le responsabilità ed agire di conseguenza.

3) Accettare di dover studiare la Costituzione per poterne parlare adeguatamente o, viceversa, assumersi la responsabilità di quanto affermato.

4) Leggere bene la Legge Fondamentale dello Stato che all’art. 97, 3° comma dispone che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

Quindi, nella Costituzione, non si specifica la tipologia del concorso e, in più, la Costituzione stessa aprirebbe a delle eccezioni.

5) Recepire finalmente che la specifica delle modalità di concorso è determinata dal DPR 487/94 in cui è scritto testualmente:

L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami, PER TITOLI, per titoli ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all'accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria, avvalendosi anche di sistemi automatizzati;[…]

6) Accettare che, sulla base di quanto detto, non si debba cambiare la Costituzione ma, semplicemente, la propria ostinata direzione per accettare una delle proposte fatte e, in particolare, le ultime due:

A) “Deroga momentanea ai criteri di reclutamento rispettando anche la stessa L.107 e il relativo comma 181 che prevede la fase transitoria proprio in deroga alle nuove vie di accesso al ruolo. Tale deroga permetterebbe di rispettare la storia formativa dei docenti abilitati prima della norma.

Alla luce di tale rispetto e ascolto delle istanze si bandirebbe un “concorso per SOLI TITOLI” la cui legittimità è determinata proprio dal DPR 487/94 riportato al punto 5.

Il percorso abilitante (e il valore concorsuale dei precedenti percorsi abilitanti totalmente sovrapponibili agli attuali se non per volontà politica) darebbe ulteriore certezza delle competenze già valutate, quindi ci sarebbero ulteriori garanzie a supporto delle eccezioni di cui parla l’art. 97 della costituzione (cfr. “salvo i casi stabiliti dalla legge”, e la legge è proprio la 107 con il piano transitorio).

Tale concorso a titoli sarebbe indirizzato ai soli precari delle graduatorie di Istituto e, di fatto, potrebbe diventare o semplicemente uno scorrimento delle Graduatorie di Istituto, oppure un riordino sulla base di nuovo calcolo e tabella titoli secondo quanto si ritenga opportuno.”

B) “Aprire momentaneamente il doppio canale da Graduatoria d’Istituto (si potrebbe sempre applicare un concorso per titoli o scorrere semplicemente le GI) a cui si arriverebbe nelle province per le Classi di Concorso che vedrebbero esaurite le relative GAE: il prossimo anno, quindi, si assumerebbe e dai vincitori di un nuovo concorso da bandire e dalle graduatorie di Istituto al 50% e 50% nelle province laddove le GAE fossero esaurite.

Ciò renderebbe il concorso una scelta (per chi si trova in fondo alle graduatorie sarebbe un’opportunità di risalirle) e non una ghigliottina legata ed elementi contingenti e contestuali e al comma 131 della Legge 107: permetterebbe a tutti di essere sereni verso una scelta del MIUR che rispetterebbe la storia formativa dei docenti e non la legherebbe ad un solo principio valutativo che è quello – molto opinabile – dell’attuale concorso”.

In entrambi i casi A e B, se si facesse semplicemente lo scorrimento/concorso a titoli per chi già è inserito nelle Graduatorie d’Istituto, si risolverebbe il problema dei ricorsi, perché a quel punto ci sarebbe la graduatoria preesistente a garantire l’impossibilità di accesso con un principio di scorrimento che non può essere applicato senza l’inserimento in graduatoria.

7) Accettare che, alla luce di tutti gli errori commessi, le dimissioni sarebbero dovute se fossimo in uno Stato che tutela tutti equamente.

Per il movimento spontaneo “In-Segnanti Uniti” – Prof. Ing. Alfredo Pudano – promotore e primo firmatario della petizione Stop Al Concorso Truffa in rappresentanza degli attuali 35894 firmatari.

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