Precari, a Bolzano per i docenti di lingua italiana niente percorsi abilitanti. Vanin (M5S): “Inaccettabile”

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Problemi per i docenti precari di lingua italiana delle provincia di Bolzano: pur essendoci stato il via libera da parte della Provincia autonoma all’attivazione dei corsi di abilitazione per i precari con esperienza, i percorsi sono stati attivati solo per i docenti di lingua ladina e tedesca, mentre per il gruppo italiano no.

La provincia di Bolzano, con una norma di attuazione dello Statuto di Autonomia (art. 12 bis DPR 89/83) firmata, nel 2018, dal capo dello Stato Mattarella, ha ottenuto la competenza e quindi il dovere di provvedere alla formazione degli insegnanti dei tre gruppi linguistici (italiano, tedesco e ladino) attraverso percorsi abilitanti presso la locale Libera Università di Bolzano“, spiega Orietta Vanin, senatrice del M5S.

E, considerata la condizione di autonomia, tuttavia ai docenti di lingua italiana operanti nella provincia di Bolzano è totalmente preclusa la possibilità di accedere ai percorsi ordinari e straordinari abilitanti che invece dovrebbero essere espressamente previsti per tutti e tre i gruppi linguistici dalla norma citata e che permetterebbero la loro stabilizzazione dopo anni di servizio“, prosegue la pentastellata, che aggiunge: “Per gli italiani, infatti, questo non succede perché i percorsi abilitanti, che solo in questo territorio sono istituiti, non sono stati mai attivati dal 2019“.

Vanin spiega che “uno dei motivi addotti da chi, in provincia, ha responsabilità di governo, ovvero l’assessore alla scuola italiana, il leghista Giuliano Vettorato, sarebbe la mancanza del “naturale filtro linguistico” da parte dei docenti della scuola di lingua italiana: si tratta evidentemente di un motivo inaccettabile, perché determina una situazione di grave discriminazione linguistica. Tanto più che la distinzione in gruppi linguistici è operata solo in Alto Adige e pertanto i docenti tedeschi e ladini, in quanto cittadini italiani e dipendenti del Miur, possono inserirsi nelle graduatorie di tutta Italia nonché ottenere trasferimento ovunque“.

Il negare la partecipazione ai percorsi abilitativi che qui esistono, nel rispetto della autonomia, ai docenti di madrelingua italiana, istituiti presso una università, peraltro denominata Libera e finanziati con soldi pubblici e quindi di tutta la comunità, compresa la componente di lingua italiana, viola apertamente la Costituzione!“, tuona la senatrice, che ricorda inoltre come “la stessa provincia di Bolzano, in un ancora recente passato, è stata l’unica in Italia a non stabilizzare i docenti precari storici della scuola a carattere statale di lingua italiana, a seguito dell’emanazione della Buona scuola, perché il partito di maggioranza al governo della provincia, la SVP, vi si era opposto – non trattandosi di un’esigenza della scuola di lingua tedesca“, e che “la stessa provincia di Bolzano, i cui bilanci annuali si aggirano sui 6,4  miliardi di euro non ha, nonostante le molte sollecitazioni, provveduto ad assicurare un numero congruo di ore di sostegno agli studenti con disabilità nella scuola di lingua italiana, ponendola così in una condizione di grave insufficienza e svantaggio sia rispetto alle scuole a carattere statale di lingua tedesca e ladina, sia a quelle del resto del Paese“. 

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